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Risk Management & Trasparenza: quanto vale in ospedale?

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Risk Management & Trasparenza: quanto vale in ospedale?

La mortalità ospedaliera diminuisce del 6,4%   

(dove il personale è libero di denunciare errori e criticità)

ILConsiglio di Stato ha definito l’accesso ai documenti di risk management delle strutture di cura: il privato non ha una posizione di interesse legittimo, tutelabile avanti al giudice amministrativo, in ordine agli atti con i quali l’amministrazione sanitaria organizza e attua, al proprio interno, l’attività di prevenzione e gestione del rischio (c.d. risk management) ai fini di una più efficiente implementazione dei livelli essenziali di assistenza ed una miglior tutela della salute, dei pazienti che si rivolgono al Servizio Sanitario Nazionale.

Di conseguenza il privato non può, nel richiedere l’accesso agli atti di tali attività, interloquire sul loro contenuto e sindacare se l’amministrazione sanitaria, nell’attività di risk management, abbia qualificato correttamente o meno l’evento come sentinella, quasi a voler ritenere che la sua azione annullatoria, contro tale qualificazione, costituisca un “monito” per il futuro.

Le “nuove vie” alla sanità, come per il risk management, sono rafforzate anche da una ricerca effettuata dal NHS (National Health Service):  il governo inglese, a partire dal 2016, ha cercato di aumentare l’apertura (definita come “un ambiente in cui il personale ospedaliero si esprime liberamente, se vede qualcosa che può influire con negatività, su un paziente e si sente libero di mettere in discussione l’operato di chi ha più autorità”) e la trasparenza al proprio interno.  

Come al solito si è partiti da uno scandalo (uno dei più grandi della sanità inglese): in una struttura ospedaliera del Mid Staffordshire, tra 400 e 1200 pazienti erano morti a causa di negligenza e/o poca cura riservata loro durante la degenza (periodo 2005-2009). L’inchiesta conseguente aveva identificato nette responsabilità, tra le quali “la sub-cultura della struttura, un’atmosfera in cui il personale temeva le ripercussioni, l’apertura alla segnalazione era carente e vi era la consapevolezza e l’accettazione di bassi standard nella cura dei pazienti”.

Tre le iniziative “di contrasto” a tali problemi del governo inglese (lanciate nel 2016):  

1)  creazione di un comitato indipendente, in cui lo staff possa segnalare dubbi sull’operato della struttura sanitaria o delle equipe lavorative, senza entrare in contrasto/conflitto con i propri datori di lavoro;

2)  gruppo di medici esperti, impegnati ad analizzare i dati riguardanti morti ospedaliere sospette, per accertarne le cause;

3)  graduatoria nazionale, in cui ciascuna struttura ospedaliera sarebbe stata classificata in base alla trasparenza ed apertura.

Per la prima volta è stata dimostrata la correlazione tra trasparenza nella struttura e tassi di mortalità (la ricerca è della Bocconi).  La riduzione degli indici di mortalità, negli ospedali dove è più facile parlare di errori e criticità e dove la partecipazione della dirigenza è veloce e positiva, è stata dimostrata per la prima volta in uno studio su 137 gruppi ospedalieri inglesi, nel periodo 2012-2014.

Gli autori dello studio, pubblicato su Health Affairs, hanno collegato i dati sui tassi di mortalità ospedaliera, derivati dal Summary Hospital-level Mortality Indicator (SHMI), con la misura di un indicatore standardizzato, basato su quattro parametri principali: a) incoraggiamento a riportare gli errori (incident reporting), b) numero di errori resi pubblici dalla struttura ospedaliera, c) sicurezza garantita nella segnalazione o nell’ammissione di un errore, d) capacità di individuare e descrivere un errore.

Lo studio ha evidenziato risultati positivi. La promozione dell’apertura si traduce in tassi di mortalità più bassi: un aumento di un punto, nel punteggio di trasparenza standardizzato, è associato ad una diminuzione del 6,48% dei tassi di mortalità ospedaliera. In secondo luogo, per l’Inghilterra, l’apertura/trasparenza risultano in aumento: il punteggio è stato di 13,63 nel 2012 e 16,49 nel 2014.

Parte dell’effetto è dovuto alla maggiore reattività delle organizzazioni: la correlazione tra l’indicatore standardizzato di apertura e la percentuale di personale, che segnala che la dirigenza del gruppo ospedaliero è intervenuta dopo un errore, è molto alta (0,84).

La componente del nuovo indicatore, che più influisce sui tassi di mortalità, è espressa dalla qualità delle procedure per la segnalazione di errori e incidenti. I risultati, inoltre, mostrano che una maggiore apertura del sistema sanitario nazionale inglese corrisponde ad una migliore efficacia dell’assistenza sanitaria (suggerendo che le riforme intraprese vanno nella giusta direzione).

Ma ci sono ancora alcune evidenze aneddotiche contrarie, che sostengono la ricerca del “capro espiatorio”: ancora si continua a colpevolizzare il singolo medico, piuttosto che l’istituzione!  Un passo importante, per aumentare l’apertura in ambito ospedaliero, dovrebbe essere rappresentato proprio dal concetto di responsabilità istituzionale, piuttosto che del singolo individuo.

La domanda “fisiologica”, inevitabile (e spesso anche la risposta), è la seguente: nelle nostre aziende sanitarie a che punto siamo?

BIBLIOWEB:

Consiglio di Stato, sez. III, 21 maggio 2019, n. 3263    https://www.giustizia-amministrativa.it/portale/pages/istituzionale/visualizza?nodeRef=&schema=cds&nrg=201902640&nomeFile=201903263_23.html&subDir=Provvedimenti
Toffolutti V., Stuckler D. A Culture Of Openness Is Associated With Lower Mortality Rates Among 137 English National Health Service Acute Trusts – Health Affairs Vol. 38, No. 5: Social  Determinants, Children & More https://doi.org/10.1377/hlthaff.2018.05303 Published online 6 May 2019 https://www.healthaffairs.org/doi/abs/10.1377/hlthaff.2018.05303
Piano nazionale esiti http://newmicro.altervista.org/?p=3714
Sanità: le SDO come unità di misura http://newmicro.altervista.org/?p=2616
Treemap ovvero la nuova analisi di qualità degli ospedali http://newmicro.altervista.org/?p=2308
Arrivano le nuove Sdo http://newmicro.altervista.org/?p=2289

 Consiglio di Stato, sez. III – Sentenza n. 3263, pubblicata il 21 Maggio 2019 (PDF)

Un Click per Leggere

 


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Giovanni Casiraghi

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