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Cure termali e Legge regionale Lombardia 6/2018

C’èqualcosa di nuovo, anzi di antico, nelle cure termali, in particolare in Lombardia. L’occasione per trattare il tema è dato dalla legge regionale 25 gennaio 2018 n. 6 dedicata alla “Promozione e valorizzazione del termalismo lombardo” (BURL n.5 del 29 gennaio 2018), voluta per rilanciare un settore di cura spesso dimenticato.

In realtà, a livello legislativo, il tema “termalismo” è stato trattato a più riprese, a partire dalla legge 833 del 23 dicembre 1978 (Art.36 – Termalismo terapeutico), per passare al Decreto legislativo  502 (30 dicembre 1992, Art.8 quater) che definiva i requisiti delle strutture idonee all’accreditamento per il SSN, sino alla legge 24 ottobre 2000, n. 323, che definiva i criteri di riordino del settore termale.

L’ultima legge nazionale è il decreto del presidente del Consiglio dei ministri del 12 gennaio 2017 (Definizione e aggiornamento dei livelli essenziali di assistenza…) che entra nello specifico, definendo i diritti per l’assistenza termale. Come mai tante leggi sul tema terme? La chiave di lettura è in una situazione, quella termale, legata alla storia (qualcuno parla di primati e di preistoria) che hanno accompagnato l’uomo fin dagli albori del suo cammino evolutivo.

Il sistema termale italiano costituisce un patrimonio di presidi sanitari, riconosciuti dal Servizio                                                                                                                   Sanitario, in grado di affiancare, secondo criteri di appropriatezza, situazioni  di low intensity care, a protocolli terapeutici condivisi con la struttura pubblica. La natura sanitaria, ma de-ospedalizzata tipica dell’ambiente termale, viene inoltre percepita molto meglio dal paziente, favorendone il recupero, la socializzazione ed il reinserimento.

Due espressioni inglesi definiscono (e sono associate) alle cure termali: Wellbeing and Wellness.

Il well-being, tradotto in “benessere”, può essere definito, in maniera sintetica, come la percezione che gli individui hanno della propria vita e del grado di soddisfazione che provano per essa. Questo indicatore della felicità delle persone, per quanto sintetico, ha il vantaggio d’essere stato rilevato da diversi decenni e in molti paesi del mondo. Il concetto di well-being utilizzato, è quello fatto proprio dal Council of Europe nella sua pubblicazione “Well-being for all – Concepts and Tools for social cohesion” (2008).

Wellness è la fusione (ed evoluzione commerciale) del termine fitness (educazione fisica a fini igienici o estetici) e del Well-being. Parlando di cure termali, risulta quindi più appropriato il termine well-being, riservando il termine Wellness alle più commerciali SPA.

Un po’ di storia. Le prime terme nacquero in luoghi dove era possibile sfruttare le sorgenti naturali, di acque calde o dotate di particolari doti curative. Col tempo, soprattutto durante l’età imperiale romana, si diffusero anche dentro le città, grazie allo sviluppo di tecniche sempre più evolute di riscaldamento delle acque.

Le terme erano costruzioni pubbliche, con impianti che oggi chiameremmo igienico-sanitari. Questi edifici possono definirsi precursori degli odierni. Rappresentavano anche uno dei principali luoghi di ritrovo, durante l’antica Roma. Nella maggior parte dei casi le terme erano accessibili sia ai ricchi sia ai poveri; non c’erano quindi classi diverse di terme in base alla ricchezza.

Con la caduta dell’impero romano ed il conseguente disuso ed abbandono degli edifici termali, la cultura delle acque è passata poi al mondo islamico, concretizzandosi nei “bagni turchi”. Il rientro in europa segue le invasioni degli imperi islamici (ottomani) nei balcani, con il passaggio “di testimone” all’impero austroungarico.

Oggi le terme (anche stabilimenti termali o spa) sono edifici, pubblici o privati, situati in corrispondenza di sorgenti termali e dotati di impianti per la somministrazione di idroterapie. L’acqua erogata dalla sorgente termale è calda, con temperature che possono arrivare anche a 100 °C e di origine profonda, legata a passati fenomeni vulcanici.

Sin dal XVI secolo, la parola Spa (dalla cittadina belga Spa, nota già dal XIV secolo per le sue acque minerali), divenne il termine per antonomasia del termalismo, dapprima in inglese e poi anche in altre lingue. In italiano si usa dall’inizio del ventunesimo secolo. Il termine è da alcuni interpretato, a posteriori, come acronimo di espressioni latine quali salus per aquam o sanare per aquam e, in questi casi, scritto talora in maiuscolo (SPA).

Il termine spa è attualmente utilizzato per indicare le stazioni termali o, in generale aziende che forniscono cure idroterapiche o anche servizi di benessere e cura del corpo. Oggi le aziende spa offrono non solo trattamenti termali, balneoterapici e idroterapici, ma anche altri servizi (ad esempio massaggi, sauna, bagni turchi) per la salute e l’armonia del corpo e della mente.

BIBLIOWEB:

Legge regione Lombardia 25 gennaio 2018 n. 6,  Promozione e valorizzazione del termalismo lombardo (BURL n.5 del 29 gennaio 2018) (in PDF allegato)
Sito Fondazione per la Ricerca Scientifica Termale http://www.fondazioneforst.it/chi-siamo/
Sito Federterme https://www.federterme.it/index.php?option=com_content&view=article&id=54&Itemid=72&jjj=1560858837240
Federterme Rapporto turismo https://www.federterme.it/index.php?option=com_content&view=article&id=745:presentazione-del-rapporto-sul-turismo-italiano&catid=4:news&Itemid=43

 Cure termali e riabilitazione: un binomio da conoscere – Marco Vitale, Trescore Balneario – 4  Maggio 2019 (PDF-FlipBook)

Un Click per Leggere
 

 Legge Regionale 25 gennaio 2018, n. 6 : Promozione e valorizzazione del termalismo lombardo - BURL n. 5, suppl. del 29 Gennaio 2018 (PDF)

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Sandro Pierdomenico

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