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Lo scafandro e la farfalla

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Lo scafandro e la farfalla

Per le persone immobilizzate in un letto il pensiero spazia sul mondo come una farfalla, mentre il corpo è prigioniero di uno scafandro: è, in sintesi, il racconto di Jean-Dominique Bauby. Questa immagine credo sia una delle più felici per descrivere come ci si sente quando, per le motivazioni più varie, ci si trova “inchiodati” in un letto. Si aprono “praterie” alla depressione e si acuisce la sensazione di solitudine.

Forse per questo motivo la robotica ha raccolto la sfida. Oggi parliamo di “Corpi Robotici di Cortesia” per pazienti allettati; svolgono compiti considerati elementari, ma di grande sollievo per chi si trova in questa condizione.

Roberto Mancin è uno degli scienziati più attivi in questo campo, specie sul versante bambini, anche per esperienza di vita vissuta. La sua relazione percorre la letteratura scientifica, prodotta e pubblicata e ne sottolinea l’aumento esponenziale, negli anni. Una volta tanto l’Italia anticipa il resto del mondo. Mancin rimarca però la poca attenzione dedicata ai bambini.

Una domanda può sorgere spontanea: perché è sempre più diffuso l’utilizzo dei robot umanoidi in reparti ad alta complessità, dove la cura richiede una spiccata interazione umana?

Più di una ricerca condotta sui piccoli pazienti, specie se ammalati di tumore, ha dimostrato che i bambini, in tali situazioni, con difficoltà esprimono ad un adulto le emozioni negative, tenendosi dentro ogni sorta di sentimento. Un piccolo robot è il punto 0 da cui partire; è simpatico e sveglio, dona serenità, mette a proprio agio i piccoli ricoverati, senza sollevare timori e vergogna. Da un punto di vista psicologico, per i bambini degenti, appare come “il bimbo più piccolo”.

Sono varie le “esperienze applicative” dei robot di cortesia.

A Bologna il Policlinico di S. Orsola (insignito del titolo di migliore ospedale italiano 2016), ha ricevuto il robot “Nao”, in dono, dalla Fondazione Golinelli. L’umanoide ha assunto il nome del suo donatore: Marino (Golinelli). Viene utilizzato come distrazione dalla paura e dal dolore, in un progetto sul riconoscimento delle emozioni come rabbia, tristezza, paura e felicità, grazie ai “talenti” di cantante e ballerino. Del progetto si occupa la Dottoressa Scarponi che ha costruito lo scenario sul riconoscimento delle emozioni. Il robot simula una serie di “atteggiamenti”, che il piccolo paziente è chiamato a riconoscere.

A Padova (Pediatria dell’Azienda Ospedaliera) il centro utilizza robot “Pepper” e “Nao”, come distrazione dal dolore. Il progetto (“Baby Goldrake”) lo adotta, in ambito pediatrico, semplicemente intrattenendo i bambini durante la degenza e nelle terapie dolorose più invasive, per ridurre le sofferenze e le paure procedurali.

Ad Ancona l’ospedale Salesi  utilizza il robot Nao, in via sperimentale, come accompagnamento dei piccoli pazienti sia all’esecuzione di esami (spirometria) sia in sala operatoria: il robot costruisce un ponte tra il bambino e il genitore, capace di fargli superare la preoccupazione dell’esame e/o il distacco pre-operatorio.

A Pisa la presenza robotica si inscrive in un progetto di collaborazione tra l’Università di Pisa e la Fondazione Stella Maris. L’umanoide, utilizzato in Neuropsichiatria Infantile, interviene nella riabilitazione di bambini con disturbo dello spettro autistico.  Altre esperienze sono state avviate in strutture sanitarie a Milano, Bari, Catania e Messina.

Il robot instaura un approccio comunicativo con il piccolo paziente che  sembra preferirlo ai canali di contatto più convenzionali. I bambini lo considerano affettuosamente un amico, un compagno di giochi. Il numero dei centri italiani che se ne dotano è in fase di continua crescita. E’ probabile che da qui a qualche anno, sarà una presenza fissa negli ambienti di cura. La robotica umanoide si dimostra un pretesto comunicativo semplice ed efficace. Le sue dimensioni, le sembianze, la ripetitività dei gesti, lo rendono una presenza rassicurante e poco invasiva.

Il mercato dei robot, in campo ospedaliero, è stimato superi i 3,5 miliardi di euro (di cui circa il 70% nei soli Stati Uniti) e nel mondo, ad oggi, risultano effettuate più di 700.000 procedure chirurgiche con l’assistenza di un sistema robotizzato (dati 2017).

BIBLIOWEB:

Mancin R., Sartoretto F. – Corpi robotici di cortesia per pazienti allettati (in e-book allegato)
Medical Smart Toys http://newmicro.altervista.org/?p=4594
L’e_Health è la nuova frontiera della sanità http://newmicro.altervista.org/?p=4372
Parola d’Europa: software e app mediche sono dispositivi medici http://newmicro.altervista.org/?p=3670
New Health technologies http://newmicro.altervista.org/?p=2427

 Corpi robotici di cortesia per pazienti allettati – Mancin R., Sartoretto F. _ Fisica e Informatica in Medicina, Milano Città metropolitana 10-11 Maggio 2019 (Ptx-FlipBook)

Un Click per Leggere

 


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Francesco Sicurello

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