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Vaccinazioni in gravidanza

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Vaccinazioni  in gravidanza

Indicazioni e controindicazioni

Lemorti in epoca neonatale, dovute ad infezioni, sono circa due milioni: costituiscono una causa importante di morbilità e mortalità, nei primi trenta giorni di vita dei bambini. Buona parte di queste sono evitabili, considerando che sono da ascriversi a patogeni per i quali disponiamo di vaccini efficienti, basterebbe quindi ricorrere alle vaccinazioni per ridurre sensibilmente tali numeri, dato che sono uno degli strumenti preventivi più efficaci in Sanità Pubblica.

Tra le condizioni più comuni che possono beneficiare delle vaccinazioni c’è, appunto, la gravidanza, come sottolineato anche nel PNPV 2017-2019. Ribadirne l’importanza come strumento di promozione della salute della donna in età fertile, oltre che un compito istituzionale è obiettivo di ogni sanitario, al fine di  proteggere la donna durante la gravidanza ed il nascituro/neonato, da alcune specifiche patologie infettive.

Torniamo sull’argomento stimolati dal foglietto informativo sul tema, prodotto dalla collaborazione tra FIMMG (Federazione Italiana Medici di Famiglia) e FNOPO (Federazione Nazionale degli Ordini della Professione di Ostetrica). Alcuni concetti di base.

Vaccinazioni in previsione e durante una gravidanza. Eventuali rischi teorici da vaccinazione, in gravidanza, potrebbero derivare dall’utilizzo di vaccini a virus vivo. La somministrazione di vaccini vivi attenuati è, a scopo cautelativo, controindicata in gravidanza. Le donne che intendono programmare una gravidanza devono essere informate della necessità di posticiparla di un mese dopo la vaccinazione.

La trasmissione transplacentare di anticorpi è un processo selettivo, attivo e intracellulare, che inizia intorno alla 17° settimana di gestazione ed aumenta progressivamente, fino alla 40° settimana, quando le IgG fetali raggiungono livelli più elevati, rispetto a quelle materne. I livelli di IgG fetali sono comunque influenzati da diversi fattori (concentrazione delle stesse nel sangue materno, anomalie della placenta, tipo di vaccino eventualmente ricevuto, età gestazionale al parto e tempo intercorso tra vaccinazione e parto).

Sia il vaccino MPR sia quello della varicella sono controindicati in gravidanza: è necessario quindi che, al momento dell’inizio della stessa, la donna sia vaccinata regolarmente (con due dosi) da almeno un mese. Nel corso di ogni gravidanza e per ogni successiva gestazione, sono invece raccomandate le vaccinazioni anti-dTpa e anti-influenza (se la gestazione si verifica nel corso di una stagione influenzale).

Anche la vaccinazione anti-HPV non è, attualmente, consigliata (mancano studi specifici). La somministrazione accidentale in donne gravide non ha registrato un aumento di malformazioni o di aborti rispetto al gruppo di controllo. Tuttavia i dati non sono sufficienti per raccomandarne l’uso.

Vaccinazione anti morbillo-parotite-rosolia (MPR) e varicella (V). L’eliminazione di morbillo e rosolia congeniti è una priorità assoluta, riconosciuta come tale dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) che conseguentemente ha definito un piano mondiale cui ha aderito anche l’Italia.  Tutte le occasioni possibili sono utili per verificare lo stato immunitario della donna nei confronti di MPR. L’assenza di immunizzazione (anche solo verso una di tali malattie), implica la proposta attiva della vaccinazione (due dosi di vaccino MPR, con un intervallo di un mese tra le dosi).

Per le donne in età fertile, in considerazione del maggior rischio di sviluppare complicanze gravi in età  adulta e dei seri rischi per la salute embrio-fetale, conseguenti all’infezione naturale contratta in gravidanza, è consigliabile valutare lo stato immunitario contro la varicella e, se necessario, proporre attivamente la vaccinazione.

La varicella provoca nell’adulto, specie nella donna incinta, complicanze (molto più frequenti che nel bambino) quali polmonite, superinfezioni batteriche, meningite o encefalite. Durante la prima metà della gravidanza, può causare malformazioni congenite (gravi lesioni della pelle, delle ossa, degli occhi e del cervello). Per le anamnesticamente negative o non vaccinate in precedenza, è opportuno offrire attivamente la vaccinazione contro la varicellaAttualmente sono in commercio sia vaccini trivalenti MPR e monovalenti varicella, sia vaccini tetravalenti MPR-V.

Vaccinazione anti-HPV.  Il dodicesimo anno di vita rappresenta (dal compimento del 11° anno al compimento del 12°) l’età raccomandata per l’offerta attiva e gratuita della vaccinazione anti-HPV (PNPV 2017-2019). Benefici possono derivare anche dalla somministrazione del vaccino in età maggiore, specialmente se prima del debutto sessuale. È consigliabile la vaccinazione anti-HPV alle donne in età fertile, non vaccinate in precedenza (in occasione dell’invito al primo screening per la citologia cervicale, Pap-test o HPV test).

Vaccinazione contro difterite, tetano, pertosse (dTpa). Consigliata durante ogni gravidanza (anche nella donna già vaccinata ed in regola con i richiami decennali o abbia contratto la pertosse). La pertosse contratta dai bimbi nei primi mesi di vita può essere molto grave o persino mortale. La fonte di infezione è frequentemente la madre, la protezione conferita passivamente da madri infettate dalla pertosse o vaccinate molti anni prima è labile e incostante. Vaccinare la madre nelle ultime settimane di gravidanza consente il trasferimento passivo di anticorpi in grado di proteggere il neonato, fino allo sviluppo di una protezione attiva, attraverso la vaccinazione del bambino.

Il vaccino dTpa si è dimostrato sicuro sia per la donna in gravidanza, sia per il feto. Il periodo raccomandato per effettuare la vaccinazione è il terzo trimestre di gravidanza, meglio intorno alla 28° settimana, per consentire alla gestante la produzione di anticorpi sufficienti ed il conseguente passaggio transplacentare. Gli anticorpi anti-pertosse si riducono progressivamente, con il trascorrere del tempo: è raccomandato effettuare la vaccinazione dTpa ad ogni gravidanza,  proprio per  garantire il passaggio di un alto livello di IgG ad ogni nascituro.

Vaccinazione anti-influenzale.  E’ raccomandata (offerta gratuita)  alle donne che all’inizio e nel corso della stagione epidemica dell’influenza, si trovino nel secondo o terzo trimestre di gravidanza. L’influenza stagionale aumenta il rischio di ospedalizzazione materna, prematurità, parto cesareo, distress fetale, basso peso del nascituro e interruzione di gravidanza. Anche nei neonati al di sotto dei 6 mesi di vita, per cui non esiste ancora un vaccino, l’influenza aumenta il rischio di malattia severa e complicanze. La vaccinazione in gravidanza ha, invece, un effetto protettivo sui neonati, attraverso il passaggio di anticorpi protettivi dalla madre.

Eventuali informazioni più specifiche sono contenute nella circolare ministeriale sull’argomento: ci piace concludere (come FIMMG e FNOPO ed il loro depliant) “Vaccinarsi in gravidanza è un atto d’amore” (vedi infografica).

Testouno (2)

Testo2 (1)

BIBLIOWEB:

Circolare ”Vaccinazioni raccomandate per le donne in età fertile e in gravidanza – Errata Corrige” Prot. 0034074 – 21/11/2018 – DGPRE– DGPRE- P – che aggiorna e sostituisce, integralmente, la nota del 7 agosto 2018, nr. prot. 2383.1
http://www.trovanorme.salute.gov.it/norme/renderNormsanPdf?anno=2018&codLeg=66751&parte=1%20&serie=null
Portale Gov. It  Vaccinazioni raccomandate per le donne in età fertile e in gravidanza http://www.salute.gov.it/portale/news/p3_2_1_1_1.jsp?lingua=italiano&menu=notizie&p=dalministero&id=3448
Sito FIMMG  www.fimmg.org
Sito FNOPO www.fnopo.it
Infezioni Virali in Gravidanza http://newmicro.altervista.org/?p=5862
Vaccinazioni per il triennio 2017-2019 http://newmicro.altervista.org/?p=2359
Nuovi vaccini crescono http://newmicro.altervista.org/?p=3687

 Vaccinazioni raccomandate per le donne in età fertile e in gravidanza – ERRATA CORRIGE – Ministero della Salute, 2018 (PDF)

Un Click per Leggere



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Michele Schinella

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