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Buone carte per cambiare la PA (finalmente)

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Buone carte per cambiare la PA (finalmente)

Il Nuovo piano triennale AgID per l’Informatica nella Pubblica Amministrazione 2019-2021

Dichiarazione d’intenti: chiarire gli obiettivi a medio termine è sicuramente uno dei motivi che portano ad integrare (e snellire) l’attività della pubblica amministrazione (PA). Contenuti di qualità, chiarezza dei ruoli e strategia coerente, con quanto fatto finora, ben esposta e supportata da progetti concreti, sono gli elementi che emergono, ad una prima lettura, del nuovo Piano Triennale per l’Informatica nella Pubblica Amministrazione, 2019/2021.

Un documento AgID da cui traspare la volontà di colmare il gap con i partner europei, in tema di digitalizzazione della PA, che rappresenta uno strumento efficace ed un buon punto di riferimento che, i Responsabili della transizione digitale, dovranno tenere a portata di mano nell’adempimento della propria funzione. Restano, ovviamente, anche dei nodi importanti, come il salto culturale   (necessario e difficoltoso) delle amministrazioni periferiche, il tema delle risorse e delle competenze necessarie per portare avanti il piano, in maniera omogenea, in tutte le amministrazioni.

La strategia digitale nazionale, per essere pienamente efficace – recita il nuovo piano – deve essere caratterizzata da una forte componente locale, cruciale per la fornitura dei servizi ai cittadini.”  Il documento è già una dimostrazione di come il design, mantenga le promesse di rendere facile l’interazione con la PA. In 13 capitoli (più appendici), apprezziamo la chiarezza, la navigabilità, la ricchezza di link e note che, nonostante la mole e la profondità dei contenuti, lo rendono un documento  facile da leggere. Vediamolo da vicino.

Il quadro di riferimento. In questo capitolo si elencano le tematiche chiave e l’approccio della trasformazione digitale. Si individuano anche gli attori coinvolti nell’evoluzione del Piano e viene presentato il contesto normativo europeo e nazionale. Il punto 1 del piano, con l’approvazione del “decreto semplificazioni” (conversione in Legge del D.L. 14 dicembre 2018, n.134), descrive la riorganizzazione della governance nazionale dell’agenda digitale.

Attività ripresa al punto 1.3, sotto la voce “Attori”, dove sono puntualmente descritti e rappresentati graficamente, tutti gli stakeholder coinvolti: dodici, tra ministeri, dipartimenti, società pubbliche, agenzia e commissario. Sono immediatamente chiariti i pilastri strategici su cui si fonda la trasformazione digitale del paese, sintetizzati in un elenco puntato di grandissima densità.

Viene enunciata una strategia che sottolinea l’appartenenza dell’Italia ad un ecosistema di stati più ampio, quale è la Comunità Europea, che ha impatti anche sul digitale, perché (recita il piano), il digitale deve essere pensato “…transfrontaliero per definizione: le pubbliche amministrazioni devono rendere disponibili a livello transfrontaliero i servizi pubblici digitali rilevanti”.

Già questo elenco può rappresentare un manifesto: troviamo infatti tutto il repertorio che sarà approfondito e sviluppato all’interno del piano, estendendosi da principi come “digital by default” (per marcare quale deve essere l’opzione predefinita per l’erogazione di un servizio), alla  “inclusività e accessibilità” o “apertura e trasparenza” (ad indicare la centralità delle persone e del cittadino), al concetto di “fiducia e sicurezza”, che declina i temi del trattamento del dato, dal punto di vista degli effetti, che una corretta gestione ha sulla tutela della vita privata delle persone.

Agenda Digitale. E uno dei pilastri su cui il Parlamento vuole fondare il proprio progresso economico e sociale. In verità l’Italia affonda tra gli ultimi, nelle classifiche ufficiali e l’atteggiamento nei confronti della Comunità europea è tipicamente molto freddo, se non ostile.  L’obiettivo di misurarsi con i paesi dell’unione e la considerazione per la nostra scarsissima performance, in rapporto con i nostri partner europei, è evidente anche nell’indicazione che accompagna i dati sull’avanzamento dei singoli progetti, nella pagina di AGID, per i quali si trova, quando previsto, la dicitura “indicatori che impattano sull’indice europeo DESI”.

Componenti tecnologici e di governance della trasformazione. Capitolo che costituisce la sostanza del piano. Vengono approfonditi tutti gli argomenti operativi, dalle infrastrutture ai modelli di interoperabilità, le base-dati e i dati aperti, i progetti nazionali, quali PagoPA, Spid ed aspetti di “visione”, come la centralizzazione dei data center, la definizione di Landscape (comunità trasversali e omogenee per interessi) e gli ecosistemi (settori trasversali, tra locale e nazionale, come Finanza Pubblica, Beni culturali e Turismo o Welfare). Sono inoltre approfonditi temi di sicurezza e strumenti di monitoraggio; vengono indicate modalità per generare e diffondere  servizi digitali ed è descritto il ruolo del Responsabile della Transazione Digitale.

Modello di interoperabilità. Rappresenta l’asse portante del Piano Triennale e rende possibile la collaborazione tra pubbliche amministrazioni e soggetti terzi (cittadini e imprese).  Progettato in coerenza con i principi e nell’ambito del programmaInteroperability solutions for public administrations, businesses and citizens”. Favorisce l’attuazione del principio once only secondo il quale le PA devono evitare di chiedere ai cittadini e imprese informazioni già fornite.

Nello specifico, definisce gli standard che le PA utilizzano per assicurare la comunicazione tra i propri sistemi informatici e tra questi e soggetti terzi. Viene esplicitato il ruolo operativo di AgID sia per la scrittura di linee guida sia per l’impegno a costituire e mantenere il catalogo dei servizi API della PA. Interoperability by design, privilegiando le soluzioni con progettazione, gestione ed erogazione dei servizi pubblici in rete, propone l’adozione delle architetture a più livelli (multi-layer architecture) per soddisfare l’esigenza di assicurare utili interazioni tra PA, cittadini e imprese.

Base-dati condivise e Open Data. Rappresentano uno degli aspetti chiave delle strategie ICT, in quanto infrastrutture fondamentali per sostenere interazioni tra pubbliche amministrazioni e tra queste ed i privati. Si tratta di fonti affidabili e ufficiali di dati che costituiscono il fondamento per la costruzione di servizi pubblici. Viene dato seguito all’adozione del protocollo, che prevede il popolamento del Catalogo nazionale dati.gov.it, nel quale sono documentate le informazioni “open” rese disponibili dalle amministrazioni (effettivo riutilizzo dei dati).

Qualità dei servizi. Semplificare, semplificare, semplificare! Così letteralmente esplicitato. La semplificazione porta con sé un bisogno di riorganizzazione dei processi. Riorganizzare e ristrutturare i processi intra e inter-amministrazione è compito di chi sovrintende all’insieme. Deve avere una solida consapevolezza delle opportunità che, in questo senso, il digitale offre. A questo proposito, il redattore del piano, si preoccupa anche di rassicurarci affermando che “…le soluzioni sono meno complesse di quanto sembra ed esistono molte buone pratiche da prendere ad esempio

Centralità dei diritti del cittadino. Nella fruizione dei servizi digitali della PA, Il piano riporta quanto ribadito dal CAD. Il servizio digitale, come diritto, deve essere garantito agevolandone l’utilizzo. Una crescente facilità nell’accesso ed un incremento dell’efficienza dei processi sottostanti, depongono per l’efficienza del back/front office. In estrema sintesi, il processo di realizzazione di un servizio deve prevedere:

- l’analisi delle esigenze dei cittadini e delle imprese, come punto di partenza per l’individuazione e la realizzazione di servizi digitali moderni e innovativi (front office);
– la riprogettazione dei processi interni e la razionalizzazione di infrastrutture e attività, utilizzate dall’ente, per non creare soluzione di continuità con i servizi esposti (back office);

L’ultima parte del piano è dedicata all’esposizione della spesa ICT, nella PA.

Ci muoviamo lentamente ma, se lo facciamo sulla strada giusta, andremo comunque sempre avanti (e magari scaleremo qualche posto, nelle famigerate classifiche europee).  Che ci piaccia o no, siamo di fronte ad una vera e propria “Rivoluzione Digitale”.

BIBLIOWEB:

https://www.agid.gov.it/
Piano triennale2019-21  https://www.agid.gov.it/it/agenzia/piano-triennale
https://guidadinamica.agid.gov.it/
Indice PA https://www.indicepa.gov.it/documentale/index.php
Avanzamento trasformazione digitale https://avanzamentodigitale.italia.it/it
Pago PA https://www.agid.gov.it/piattaforme/pagopa
SPID – sistema pubblico Identità Digitale  https://www.spid.gov.it/
Sviluppatori di servizi https://developers.italia.it/
Design PA https://designers.italia.it/
IA https://ia.italia.it/
CAD https://docs.italia.it/italia/piano-triennale-ict/codice-amministrazione-digitale-docs/it/v2017-12-13/
Dati Aperti Salute https://www.dati.gov.it/search/field_topic/salute-107
Dati Aperti categorie https://www.dati.gov.it/
FSE https://www.fascicolosanitario.gov.it/fascicoli-regionali

 Piano Triennale per l’Informatica  nella Pubblica Amministrazione  2019 – 2021  / AGID (PDF)

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Marco Pradella

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