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HEALTH LITERACY

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… questa sconosciuta!

LaSanità Pubblica nel terzo millennio tende a spostare lentamente il centro delle cure sanitarie dall’ospedale alle strutture sanitarie territoriali, cercando di mettere in pratica un concetto di Sanità che coinvolga ancor più l’utente, in modo da renderlo più consapevole. Utilizzando termini che ormai hanno invaso il linguaggio comune, si favorisce in effetti il self-management del paziente. In definitiva, si tende a migliorare la HEALTH LITERACY, la capacità, cioè, di un individuo di “ricercare , ottenere, interpretare e comprendere le informazioni e le risorse sanitarie, di base, necessarie a compiere durante tutto il corso della vita scelte appropriate di salute “ o, in lingua italiana ed in parole povere, l’alfabetizzazione della salute.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha inserito il termine Health Literacy (HL) nel Glossario di Promozione della Salute, riconoscendo in tale denominazione quelle abilità cognitive e sociali che inducono, come sopra citato, la capacità di poter accedere alle informazioni, di poterle comprendere in modo tale da poter prendere decisioni appropriate, al fine di mantenere lo stato di salute. Risale al 2.000 la proposta di Don Nutbeam di un modello di HL a tre livelli:

- Funzionale, riferito alla capacità di comprendere la lettura delle informazioni fornite dal personale sanitario, osservando in modo corretto le disposizioni, come l’assunzione di farmaci o la programmazione di visite mediche.
- Interattivo, riferito alla capacità valutativa e di utilizzo di informazioni di salute provenienti da fonti diverse, con scelte consapevoli per migliorare la qualità di vita.
- Critico, riferito alla capacità di muoversi all’interno del Sistema Sanitario, con piena conoscenza dei propri diritti , riconoscimento della qualità dei servizi e valutazione critica delle informazioni di salute,  partecipando in modo attivo alle iniziative per il miglioramento del benessere individuale e collettivo.

Anche se molte sono le definizioni di health literacy, tutte presentano elementi comuni: le capacità di  competenza, comprensione, utilizzo delle informazioni ed il rendersi responsabili nel saper attuare il processo decisionale.

Il “HL” può essere in qualche modo quantificata. A tal proposito, nell’ultimo ventennio, in Europa sono sorte iniziative di varia matrice; fra tante quella della Commissione Europea: nel 2009 ha lanciato il “European Health Literacy Project (HLS-EU)” che ha effettuato una valutazione di misura del HL in 8 Stati membri del UE (Austria, Bulgaria, Germania, Grecia , Irlanda, Paesi Bassi, Polonia, Spagna). L’esito della ricerca, presentato nel 2011 alla prima Conferenza Europea sulla Health, ha rilevato che il 46% della popolazione studiata possedeva livelli di HL  non adeguati o ‘problematici’.

Numerosi sono gli strumenti utilizzati ad hoc , ad esempio questionari o test adatti a misurare una o più competenze. Il test TOFHLA, che misura la capacità oggettiva a comprendere passaggi scritti; lo strumento di screening REALM, che utilizza 66 termini medici; il test SILS, costituito da una sola domanda; il test di screening rapido NVS; la lista METER, di 40 termini medici e 30 termini non medici, di cui esiste la versione italiana “IMETER”.

Nel nostro paese poche e slegate sono le iniziative in proposito e per lo più confinate ad Istituti Universitari, Ospedalieri o a singole Regioni, su vari aspetti,  quali anche la capacità di comprendere e gestire parole, valori, istruzioni sanitarie e di saper comunicare con i professionisti della salute. Ormai si tende a considerare la Health Literacy un determinante di salute, in quanto capace di indirizzare a stili di vita sani, promuovere un adeguato accesso ai servizi sanitari ed un’appropriata fruizione delle terapie, con derivante risparmio della spesa sanitaria e riduzione del tasso di mortalità.

In effetti, dai vari studi pubblicati, il livello di HL misurato in una popolazione, è in qualche modo connesso allo stato di salute degli individui che ne fanno parte. Un livello limitato e poco adeguato è associato ad un aumentato rischio di malattie, in particolare croniche; ad elevato numero di accessi al P.S. e di visite del medico di famiglia; a difficoltà di accesso ai Servizi del Sistema Sanitario; a cattiva osservanza delle prescrizioni terapeutiche; a elevati livelli di ansia; ad una più alta mortalità.

Pazienti con limitata HL , inoltre, presentano tassi di ospedalizzazione superiori a quelli con health Literacy adeguata, con conseguente aggravio della spesa sanitaria.

Particolarmente nella gestione della malattia cronica bisognerà intervenire al fine di rendere “esperto” il paziente, nel senso che egli possa sviluppare un efficace self-management ed anche talora un radicale cambiamento del proprio stile di vita. A tale scopo la Commissione Europea ha dato vita a Conferenze Internazionali centrate sul Tema.

Si è appena conclusa a Dublino (14-15 marzo 2019) la 4° Conferenza Europea sull’alfabetizzazione sanitaria, organizzata da Health Literacy Europe e University College Dublin. Quest’incontro scientifico, sviluppatore di un’agenda politica per la costruzione di società di alfabetizzazione sanitaria, in tutto il mondo, ha come obiettivi:

- promuovere il trasferimento di conoscenze tra ricercatori, professionisti e decisori politici sulla creazione di società collegate alla salute;
- promuovere azioni e pratiche basate sull’evidenza relativa all’alfabetizzazione ed alla società ;
- promuovere l’alfabetizzazione sanitaria per ridurre le disuguaglianze sanitarie nella società.

Oggi veniamo continuamente bombardati da messaggi contrastanti, che ci disorientano. Alcuni sollecitano a seguire stili di vita sani e salutari, mentre di contro la società ci presenta continue offerte di ingannevoli ma allettanti alimenti e modalità di vita, anche piacevoli, ma nel tempo non consoni a mantenere un reale benessere. In Italia si va affermando una attenzione sempre maggiore al benessere fisico ed aumenta sempre più il desiderio di essere consapevoli, aggiornati sulle tematiche concernenti la salute; diventa una necessità, quasi prioritaria, la ricerca di quante più informazioni possibili. In questo contesto Internet costituisce un immenso deposito informativo, a cui attingere per soddisfare le proprie esigenze conoscitive.

Secondo una ricerca effettuata dall’Istituto di ricerche e sondaggi  GfK Eurisko, circa il 70% degli Italiani adulti si collega ad Internet e di questi circa la metà ricerca informazioni sulla salute. Circa tre italiani su quattro considerano il web un punto di riferimento per la salute, senza però prendere in considerazione i rischi, comprese le possibili truffe. Chiunque , infatti, improvvisato autore ed editore, può pubblicare online materiale di ogni genere, con notevole variabilità del livello qualitativo e al di fuori di ogni possibile  controllo.

La facilità ad accedere alle informazioni in rete nell’ambito sanitario presenta una particolare criticità, poiché l’uso di informazioni inaffidabili ed erronee può generare pericolose ripercussioni sulla salute del cittadino utente. E’ necessario verificare le infomazioni sanitarie online per accuratezza, completezza e consistenza: si possono avere informazioni inaccurate anche in buona fede; informazioni parziali che nascondono, anche ad arte, parte del problema; informazioni completamente false senza alcuna garanzia medico-scientifica (Fake News): recentemente la campagna mediatica contro i vaccini ne è un esempio.

Costituisce, comunque, buona norma ed è opportuno verificare sempre la veridicità di una informazione, prima della condivisione.

Per quanti operano nella sanità consiglio la lettura del semestrale della FNOMCeO (I.MMXVIII) : “La Medicina in rete. Temi essenziali per l’esercizio della professione medica nel Terzo Millennio”, reperibile gratuitamente presso le sedi dell’Ordine dei Medici.

La Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri ha anche attivato il sito Web www.dottoremaeveroche.it, che si propone di smascherare le informazioni medico-sanitarie poco attendibili o fuorvianti, che troppo spesso trovano sulla rete una cassa di risonanza che ne amplifica gli effetti dannosi.

BIBLIOWEB:

Adinolfi Paola.- “Health literacy,stili di vita, costi: evidenze empiriche e implicazioni di policy”- www.promosricerche.org/P.Adinolfi
Barry D. et al (2005)- Quick Assessment of Literacy in Primary Carde: The Newest Vital Sign. The Annals of Family Medicine Carducci Annalaura.-
Alfabetizzazione sanitaria : le parole che aiutano il cittadino nelle scelte.-2007 articolo scaricabile da www.ass4.sanita.fvg.it/ass4/informa/allegati/Carducci%20ITA.pdf
Comparative report on health literacy in eight EU member states. The European Health Literacy Project 2009-2012.- Maastricht, HLS-EU Consortium, 2012
Kickbusch I.,Maag D.(2008)Health Literacy,International Encyclopedia of Public Health,First Edition vol.3
Lorini Chiara, Guglielmo Bonaccorsi.- “Health literacy.La Cornice Concettuale.”-Salute Internazionale.- Dipartimento Scienze della Salute .Università degli Studi di Firenze  (7/11/2017)
Marco Masoni, Maria Renza Guelfi – “La Medicina in rete. Temi essenziali…nel terzo millennio”-I.MMXVIII- Semestrale della FNOMCeO , La Professione Medico-odontoiatrica
Morris NS et al.- The SILS: Evaluation of a brief instrument to identify limited reading ability.- BMC Family Practice 2006, 7:21
Nutbeam D.- (2009)- Defining and measuring health literacy:what can we learn from literacy studies?- Int J Public Health . 54(5)
Palumbo R. et al.-The Italian HL Project: Insights from the assessment of HL skills in Italy- Health Policy 2016 Sep; 120(9)
Sorensen K. Et al. (2012)- Health literacy and public health: A systematic review and integration of definitions and models.- BioMed Central Public Health, 12:80
Tavolaro Alba- Health Literacy: gli effetti di una scarsa alfabetizzazione sulla salute.- NURSE24. It- 31/01/17
www.ars.toscana.it/files/ Pratiche ed interventi per migliorare la Health
www.lingomed.it/fad2/mindthegap/sezione-1-2/
www.oepgk.at/4-european-health-literacy-conference-dublin-ir
www.panoramasanita.it/…/Sintesi-risultati-indagine-GFK-Eurisko -Health Information Journey-Panorama della Sanità



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Michele Musmeci

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