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APVR UNI 11719

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APVR UNI 11719

Respirare in sicurezza, pubblicata la norma UNI

Sul lavoro, “un respiro di salute” può essere legato ad una maschera protettiva, che impedisce l’inalazione di prodotti tossici. In pratica stiamo parlando di un tipo di dispositivo di protezione individuale (DPI) che ci porta nell’ambito dell’applicazione del D.Lgs. 81/2008, cioè di quello che facciamo per proteggerci nelle situazioni lavorative richieste da situazioni particolari.

Per vent’anni la norma di riferimento degli apparecchi di protezione delle vie respiratorie (APVR) è stata la UNI 10720, ma dal giugno 2018 UNI ha integrato la problematica con una nuova norma, la UNI 11719. Il documento costituisce uno strumento per definire ed attuare un programma di protezione delle vie respiratorie, fornendo criteri di scelta, uso, cura e manutenzione degli APVR.

La formazione, l’addestramento all’uso degli APVR e la verifica dell’apprendimento non sono trattati nella norma, in quanto ampiamente definiti nella legislazione vigente. La norma non tratta gli APVR utilizzati per immersione o per pressioni diverse dalla normale pressione atmosferica e nell’appendice B, informativa, è riportato l’elenco delle norme europee sugli APVR disponibili.

Vista l’estrema varietà degli ambienti di lavoro, le condizioni e le esigenze di protezione cambiano in funzione degli specifici ambiti. Pertanto la valutazione del rischio non può che essere effettuata caso per caso, cercando di identificare il “APVR” più idoneo alla singola realtà.

Cardine della nuova norma è definire un programma di protezione delle vie respiratorie, pianificato e gestito da un responsabile identificato dal datore di lavoro, che sia articolato in definizione di ruoli e responsabilità, scelta del APVR (determinazione di idoneità ed adeguatezza), addestramento al corretto utilizzo, manutenzione ed immagazzinamento.

La scelta del “APVR” richiede una conoscenza approfondita delle caratteristiche e delle condizioni esistenti del/sul posto di lavoro. L’analisi del rischio deve tener conto:

- Dell’identificazione degli inquinanti come materiale particellare (polveri, fibre) e/o aeriforme (gas, vapori).
- Verifica dell’ossigeno presente nell’aria.
- Identificazione qualitativa degli inquinanti.

Vanno presi in considerazione eventuali impedimenti causati dal APVR stesso (libertà di movimento, riduzione del campo visivo, comunicazione tra operatori, condizioni climatiche, rischi aggiuntivi di altro tipo, tempo “di vestizione”, per citarne solo alcuni).

L’individuazione dell’adeguato APVR è un mix tra il fattore di protezione operativo (FPO) ed il fattore di protezione necessario (FPnec): deve essere effettuata una prova del faciale (a tenuta, sul singolo operatore). L’appendice A, della norma, propone diversi metodi (fit test quantitativi/ qualitativi) per effettuarne la verifica. Dopo la valutazione iniziale, il controllo deve essere effettuato almeno con cadenza triennale.

Nel caso l’Azienda abbia aderito al sistema di gestione della sicurezza del lavoro (SGSL) INAIL, il programma di protezione delle vie respiratorie ne deve essere parte integrante.

L’applicazione della norma, come abbiamo visto, non è sicuramente compatibile con l’improvvisazione. Richiede un inserimento, nel contesto, del datore di lavoro, responsabile della sicurezza e, non da ultimo, l’impegno personale di ogni dipendente che fa uso di questi nuovi DPI. I nuovi compiti, assegnati, concorrono a diminuire il rischio sia per l’operatore sia per l’Azienda. E’ un classico “esempio virtuoso” che siamo tenuti a seguire.

Potremmo sintetizzare con l’aforisma: “più impegno più protezione”!

Norma

BIBLIOWEB:

Sito UNI http://www.uni.com/
Le novità di Norme & Standard in Italia http://newmicro.altervista.org/?p=4628
La nuova norma ISO 45001 http://newmicro.altervista.org/?p=3994
UNI: i nuovi principi di gestione per la Qualità http://newmicro.altervista.org/?p=2878
ACCREDIA nuovi documenti e nuove norme http://newmicro.altervista.org/?p=1841
Informatica e ISO: valore d’insieme nel Risk Assessment http://www.amicimedlab.it/informatica/ISO-book/index.html



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Sergio Galmarini

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