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NICE World Kidney Day

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NICE World Kidney Day

Prevenzione a tutto tondo ed in tutto il mondo. Oggi tanto più vero, almeno per il rene e le sue malattie, patologie che si scoprono spesso quando i danni d’organo sono già presenti. E’ anche l’occasione giusta per parlare di Linee Guida e trattare l’aggiornamento più recente delle LG “per eccellenza”, a livello mondiale, le anglosassoni NICE.

Con il supporto della Croce Rossa Italiana, la SIN (Società Italiana di Nefrologia) aveva promosso, nella giornata mondiale 2018 (8 marzo) l’iniziativa: “Il check-up gratuito per i tuoi reni”, mettendo al centro l’importanza della prevenzione a tutte le età, con particolare riferimento al genere femminile. Sempre alla SIN dobbiamo lo studio “CaRHES” (Cardiovascular risk in Renal patients of the Health Examination Survey), basato su dati italiani. Le Linee Guida SIN sono state realizzate con il contributo del GIAU, oggi Gruppo Intersocietario laboratorio e clinica Apparato Urinario.

Ma torniamo alla Giornata Mondiale del Rene 2019: il tema di quest’anno è la disponibilità di cure nefrologiche, su tutti i territori. Sensibilizzare l’opinione pubblica sul crescente carico di malattie renali, in tutto il mondo, e sulla opportunità di strategie per la prevenzione e la gestione delle malattie renali, è la motivazione profonda della giornata.

La malattia renale cronica (MRC) colpisce circa del 10% della popolazione generale (fino al 40% degli anziani). Sono 850 milioni le persone, nel mondo, affette da una malattia renale. Le forme croniche rappresentano la sesta causa di morte, con circa 2,4 milioni di decessi ogni anno. Le forme acute (AKI) ne provocano 1,7 milioni/anno.

Nel nostro paese la MRC è classificata dagli esperti in cinque stadi, di crescente gravità, dove il quinto corrisponde alla dialisi od al trapianto renale. Un studio del 2018, condotto dalla SIN ha registrato una prevalenza di MRC pari al 7,5% negli uomini ed al 6,5% nelle donne, in una popolazione con una età compresa tra 35 e 79 anni.

In Italia è una delle prime cause di morte, con circa 3,5 milioni di persone, di cui circa 1,8 milioni di uomini e 1,7 milioni di donne. La rete nefrologica è in “riorganizzazione” e non c’è molto da sorridere: solo negli ospedali più grandi (quelli con utenza superiore a 600 mila -1.200 mila abitanti), si prevede la realizzazione di una serie di ‘hub’, dove verranno concentrate le risorse, ad inesorabile distanza dal malato.

Molte Unità Operative verranno chiuse, ciò comporterà una oggettiva difficoltà per il malato di reni ad incontrare lo specialista nefrologo, in una fase precoce di malattia e ridurrà la nefrologia italiana ad una rete locale di centri emodialisi (chiamati a gestire pazienti nei quali la malattia ha ormai compiuto la sua storia naturale, privandoli completamente della funzionalità renale).

Ma veniamo a qualcosa di “bello” (e non solo), cioè di NICE (scusate il gioco di parole!). Le NICE guideline [NG112] sono state ri-pubblicate nell’ottobre 2018. Hanno attualizzato le proprie indicazioni, tenendo conto anche dei transgender (Vedi il Link). Dalla nuova stesura, si riafferma che le infezioni renali, tra cui le pielonefriti acute, sono comuni nelle donne (nel corso della vita una su due ne è colpita).

Bisognerebbe adottare varie strategie come: effettuare uno screening per le malattie renali come intervento primario di assistenza sanitaria, incluso l’accesso a strumenti di identificazione (ad es. esami delle urine e del sangue). Lo screening di popolazioni a rischio e la diagnosi precoce, consentono non solo di prevenire o ritardare le malattie renali allo stadio terminale, ma anche di ridurre il pesantissimo carico di invalidità e mortalità che ne deriva.

Altro “target” è assicurare che i pazienti, con malattie renali, ricevano prontamente i servizi sanitari specialistici di cui hanno bisogno: non è solo un gesto prezioso, a difesa della salute del singolo, ma anche un intervento di grande valore sociale, che evita ai singoli pazienti la necessità di far fronte a spese mediche da erogatori privati ed al nostro paese di sostenere gli importanti costi delle nefropatie, che si complicano per ritardi nell’offerta delle cure.

Speriamo che qualche cosa di “NICE” succeda anche in Italia.

Il comitato di valutazione Britannico, sulla base della propria esperienza, al fine di ridurre l’uso inappropriato di antibiotici nelle Infezioni urinarie ricorrenti e, nello stesso tempo, per evitare le recidive, ha stabilito l’utilità dei seguenti “suggerimenti”:

Raccouno

Raccodue

Raccotre

BIBLIOWEB:

NICE. Urinary tract infection (recurrent): antimicrobial prescribing. October, 2018. https://www.nice.org.uk/guidance/ng112/chapter/recommendations#preventing-recurrent-urinary-tract-infections
https://www.worldkidneyday.org/2019-campaign/2019-wkd-theme/
CaRHES http://www.rssp.salute.gov.it/rssp2012/paginaParagrafoRssp2012.jsp?sezione=statoSalute&capitolo=malattie&id=4066
Nefropatie croniche, calcoli e qualità dell’acqua. Visione d’insieme http://newmicro.altervista.org/?p=4838
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Michele Schinella

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