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Hanno nomi accattivanti… ed effetti devastanti

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Hanno nomi accattivanti… ed effetti devastanti

Le nuove sostanze psicoattive

L’uomo ha sempre cercato, nell’uso di sostanze psicoattive, un aiuto per sostenere la fatica e allontanare le paure. Da questo è nato il bisogno di assumere alcool, oppio, piante e funghi allucinogeni. Per curare pazienti affetti da patologie psichiatriche, come depressione, ansia e schizofrenia, la ricerca farmaceutica ha creato nuove molecole che hanno, da un lato migliorato la vita di molti pazienti, ma dall’altro hanno avuto un “piccolo effetto collaterale”.

Nella continua ricerca di nuovi farmaci, ci si è trovati di fronte alla sintesi involontaria di molecole psicotrope e/o stupefacenti, con effetti molto simili se non maggiori rispetto alle vecchie sostanze d’abuso ed in più con un enorme vantaggio: non risultano illegali! Il mercato delle sostanze psicoattive ha trovato un nuovo filone aureo e non lo mollerà facilmente, nonostante i tanti ragazzi intossicati o morti.

Hanno nomi accattivanti, come Shaboo, Popper, Salvia Divinorum, Burundanga; sono però solo alcune delle 450 Nuove Sostanze Psicoattive (NSP) che circolano tra i nostri ragazzi ed alle quali, forze dell’Ordine ed Esperti, danno la caccia. Nonostante i nomi “innocenti”, le NSP sono molto pericolose: possono provocare intossicazioni anche mortali.

Oltretutto, i ragazzi più smaliziati e sono tanti, possono acquistarle liberamente in Internet. Non sono subito inserite nell’elenco delle sostanze stupefacenti e quindi vendita e loro utilizzo non sono perseguibili dalla legge. Gli amanti dello sballo possono utilizzarle da sole o associate alle vecchie droghe, come cannabis o cocaina, ma anche insieme ad un po’ di alcool. Insomma, un cocktail perfetto, con un piccolo difetto: a volte diventa letale, direttamente o indirettamente (incidenti stradali o decessi dovuti ad “apparenti suicidi”).

Le NSP, definite anche Designer Drugs (legal hights, smart drugs, club drugs e herbal hights), sono inquadrabili in uno di questi gruppi:

• molecole naturali, chimicamente modificate, quindi già presenti in natura ma “ingegnerizzate”, ad es. i catinoni;

• molecole completamente nuove, da un punto di vista chimico, ma in grado di produrre effetti psicotropi su recettori dove agiscono molecole già conosciute, ad esempio i fentanili o Spice;

• rivisitazione non farmacologica di sostanze utilizzate in ambito medico, come la ketamina, un anestetico usato prevalentemente in ambito veterinario.

Il denominatore comune di queste tre tipologie di sostanze è l’impossibilità analitica, della maggior parte dei laboratori, di poterle identificare, con il risultato, voluto da chi le commercializza e le usa, di non essere scoperti ed eventualmente sanzionati. Nella pratica dei comuni accertamenti, l’analisi fornisce un falso negativo e causa inevitabilmente un’errata diagnosi, in caso di intossicazione o di uso/abuso. Questo può portare ad inquadrare il paziente come psichiatrico ed a prescrivere cure non appropriate.

Per la riuscita della caccia a queste nuove sostanze, occorrono tre fasi fondamentali: 1) la preparazione del campione, cioè la capacità di estrarre dalle diverse matrici (urina, sangue, capello e bile, nei casi autoptici) le sostanze di interesse; 2) la separazione cromatografica di ogni singola sostanza contenuta nel campione e 3) la rilevazione tramite lo spettrometro di massa. Solo la combinazione di questi tre fattori permette di poter individuare le NSP, anche quando presenti in basse concentrazioni come, ad esempio, i fentanili sintetici. Essi sono da 200 a 1000 volte più potenti della morfina e, pertanto, sono assunti in quantità davvero minime.

All’interno del Laboratorio Analisi dell’Ospedale Sant’Anna, della ASST Lariana di Como, si è sviluppato il Laboratorio di Tossicologia, diretto dal dott. Luca Ferlin che dal 2017 collabora, in questo ambito, con l’Istituto Superiore di Sanità. Ha messo a punto un’innovativa metodica che consente di scoprire, nel sangue, nei capelli, nell’urina e nella bile, un panel di oltre 200 nuove sostanze, in circa 35 minuti. Il metodo, introdotto un anno fa ed ampliato negli ultimi mesi, è stato utilizzato già per 200 persone. Permette di identificare, in poco tempo, oltre che le principali sostanze d’abuso anche le Nuove Sostanze Psicoattive, ma, soprattutto, è aggiornabile con tutte quelle molecole che il Sistema Nazionale, di Allerta Precoce, segnala ai centri di riferimento.

BIBLIOWEB:

L. Ferlin – Parliamo di nuove sostanze d’abuso nei giovani: attivazione della rete invisibile, Asst Lariana 2018 (in PPT-FlipBook allegato)
M. Moscheni – Progetto Interaziendale  “Risk Assessment  Relativo alla GESTIONE delle Nuove Sostanze Psicoattive, dall’Ospedale  al Territorio”  – Network Risk Management in Sanità Regione Lombardia 2018 (in PPT-FlipBook allegato)
NPS&C a Como   http://newmicro.altervista.org/?p=4945
Droghe 2018   http://newmicro.altervista.org/?p=4936
Droghe made in Italy http://newmicro.altervista.org/?p=3320

 Parliamo di nuove sostanze d’abuso nei giovani: attivazione della rete invisibile – L. Ferlin, ASST Lariana, 30 novembre 2018 (PPT-FlipBook)

Un Click per Leggere

 Risk Assessment relativo alla Gestione delle Nuove Sostanze Psicoattive, dall’OSPEDALE  al TERRITORIO – M. Moscheni, Regione Lombardia, 5.07.2018 (PPT-FlipBook)

Un Click per Leggere



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Giuseppe Catanoso

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