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Sicurezza alimentare “integrata”

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Sicurezza alimentare “integrata”

Dalla produzione alla distribuzione riscontrate quasi 90 mila irregolarità nella filiera

E’il bilancio dei controlli ufficiali svolti (quasi un milione) nella filiera agroalimentare. Lo attestano i dati della Relazione Annuale 2017, del ministero della Salute, nel Piano nazionale integrato (PNI) 2015-2018. L’imponente attività di controllo, svolta su imprese e operatori, evidenzia  infrazioni riconducibili alla presenza di pericoli di varia natura: chimici, fisici, biologici, microbiologici ed allergeni.

Il 2017 è interessante perché è il primo anno di applicazione concernente le “Linee guida per il controllo ufficiale, ai sensi dei Regolamenti (CE) 882/2004 e 854/2004”  (Intesa 212/CSR del 10/11/2016) che prevede una nuova modulistica. Non è quindi possibile effettuare una corretta comparazione (diretta) dei nuovi dati, con quelli relativi agli anni precedenti. Le novità riguardano anche la forma di presentazione dei dati. La relazione, divisa in 5 capitoli, si può consultare sul sito del ministero in forma particolarmente godibile.

Nel 2017, le Regioni hanno rendicontato come attività delle Asl, il controllo ispettivo su stabilimenti e attività produttive (348.616 controlli). Di questi, 176.217 sono stabilimenti di prodotti di origine animale (macelli, caseifici, impianti di trasformazione) sui quali sono state effettuate 490.904 ispezioni, con 39.598 relazioni di non conformità; 172.399 sono attività registrate ai sensi del Regolamento 852 (stabilimenti di prodotti di origine vegetali, ristoranti, mezzi di trasporto), sulle quali sono state effettuate 352.621 ispezioni, con 34.280 infrazioni. Il controllo ufficiale, attraverso l’attività analitica di alimenti, bevande e materiali a contatto con alimenti, ha riguardato il prelievo di 47.804 campioni, su cui sono state effettuate 118.550 analisi e rilevate 1.044 irregolarità.

Il Ministero della Salute ha collaborato con il Nucleo anti sofisticazione del Comando Carabinieri per la tutela della salute (NAS), che ha eseguito 50.201 controlli, di cui 30.311 nei settori d’interesse del PNI. Le verifiche hanno portato al riscontro di 11.470 non conformità, con 9.465 segnalazioni di operatori del settore all’Autorità amministrativa, 1.333 all’Autorità giudiziaria, nonché all’arresto di sedici persone. La lotta alle frodi agroalimentari con la contraffazione e la falsificazione dei marchi di qualità, soprattutto per il falso “Made in Italy”, ha visto anche un’intensa attività di controllo, da parte degli organi di polizia.

L’attività di controllo sui prodotti importati è stata espletata attraverso il coordinamento degli uffici periferici del ministero della Salute, in collaborazione con l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. L’ICQRF del ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, ha contribuito con ispezioni e analisi, nell’ambito della lotta alle frodi alimentari e della qualità merceologica.

La relazione illustra anche le funzioni svolte dalle differenti Amministrazioni e organi di polizia: oltre ai citati Carabinieri del NAS, è intervenuta l’attività delle Capitanerie di Porto, dei Carabinieri per la tutela Agroalimentare e della Guardia di Finanza, nei settori dell’igiene, della sicurezza e della qualità per alimenti, mangimi, benessere animale, sanità animale e delle piante, costruendo una sinergia evidente ed uno strumento, per il coordinamento e la programmazione delle attività di controllo.

Tra le maggiori criticità riscontrate nel 2017:

1- l’uso di principi attivi ad azione farmacologica non autorizzati (in allevamento aviario il Fipronil, acaricida utilizzato illegalmente) e il non corretto utilizzo di farmaci veterinari. L’introduzione, nelle norme, della digitalizzazione dell’intero sistema di tracciabilità del farmaco veterinario (inclusa la ricetta elettronica), rappresenta un passo strategico nell’Antimicrobial Stewardship veterinaria;   
2- il riscontro di pericoli emergenti tra i contaminanti organici, come le sostanze perfluoroalchiliche (PFAS);
3- micotossine e metalli pesanti continuano a rappresentare una problematica di difficile risoluzione, tra i contaminanti;
4- il mancato rispetto del buono stato di conservazione degli alimenti, in particolare dei prodotti ittici;
5- la non conformità a criteri microbiologici di sicurezza alimentare (presenza di Escherichia coli inclusi gli ETEC, Salmonella spp e Listeria monocytogenes);
6- la presenza di allergeni non dichiarati, negli alimenti, soprattutto soia e uova.

L’ Antimicrobial Stewardship, in medicina veterinaria (con informatica e digitalizzazione), si fa strada anche da noi, come richiesto a livello internazionale.

BIBLIOWEB:

Link ministeriale   http://www.salute.gov.it/relazioneAnnuale2017/homeRA2017.jsp
Linee guida sull’uso prudente degli antimicrobici in medicina veterinaria – GU Comunità Europea 299 – 11.9.2015 http://www.salute.gov.it/imgs/C_17_pubblicazioni_2413_allegato.pdf
Allegato relativo alle LG   http://www.regioni.it/ue-esteri/2016/11/29/conferenza-stato-regioni-del-10-11-2016-intesa-sul-documento-concernente-linee-guida-per-il-controllo-ufficiale-ai-sensi-dei-regolamenti-ce-8822004-e-8542004-488553/
Sito OMS Antimicrobial Resistance   http://www.who.int/antimicrobial-resistance/en/
Monitoring Antimicrobial Resistance   http://newmicro.altervista.org/?p=4601
Antimicrobico-resistenza: nuovi scenari   http://newmicro.altervista.org/?p=3618
Antibioticoresistenza: GLASS Stewardship   http://newmicro.altervista.org/?p=4324
Microbiologi Europei http://newmicro.altervista.org/?p=2922

 Linee Guida per il Controllo Ufficiale ai sensi dei Regolamenti 882/2004 e 854/2004  -  allegato Sub A, novembre 2016  (PDF)

Un Click per Leggere



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