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Malattia di Lyme

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Malattia di Lyme

Arrivano le nuove linee guida inglesi

Alivello mondiale, tra le patologie trasmesse da un vettore, è seconda solo alla malaria, ma nelle zone temperate è la più diffusa e importante patologia trasmessa da un vettore artropode. Ciò nonostante, la malattia di Lyme è ancora poco conosciuta e riconosciuta. Neppure l’esatta incidenza è nota.

Causata dalla Borrelia (Borrelia burgdorferi sensu strictu in Europa e nel Nord America; Borrelia afzelii e Borrelia garinii in Europa, Asia e Africa) viene trasmessa da una puntura di zecca (Ixodes ricinus), non sempre evidente. Le zecche si trovano in ambienti erbosi e boschivi, compresi i parchi ed i giardini urbani. 

In questi giorni a Verona si tiene il convegno “Le Malattie da Zecche in area locale e tropicale”. Tra i relatori è presente Anna Beltrame che descrive proprio la Lyme diseases, di cui alleghiamo una precedente relazione, dedicata a chi non ha la fortuna/opportunità di sentirla dal vivo (la ringraziamo per l’occasione fornitaci).

Il NICE inglese ha messo a punto una linea guida ad hoc, corredata di una pratica e coloratissima infografica che viene ripresa, riassunta e commentata dal British Medical Journal, fornendo una sintesi su  diagnosi e terapia di questa condizione non sempre facilmente riconoscibile. 

Come diagnosticare la malattia di Lyme? La presenza del classico erythema migrans consente già di fare diagnosi. E’ un rash cutaneo rossastro, che tende ad aumentare di volume e presenta a volte un’area chiara centrale (manifestazione a bersaglio); di solito non dà dolore, né prurito e non è caldo. Compare, in genere, ad 1-4 settimane dalla puntura di zecca (non confondibile con l’eventuale irritazione conseguente alla puntura, che compare immediatamente, risolvendosi dopo un paio di giorni) e può persistere varie settimane.

Altri sintomi della malattia di Lyme: febbre e sudorazione, linfonodi aumentati di volume, malessere, astenia, dolore/rigidità del collo, dolori articolari e mialgie migranti, alterazioni cognitive (disturbi della memoria, difficoltà di concentrazione tipo “mente annebbiata”), cefalea, parestesie. Più raramente, in alcuni pazienti sono presenti sintomi neurologici (paralisi faciale o di altri nervi cranici, radiculopatie, meningite, raramente encefalite o sintomi psichiatrici, mononeurite multiplex), rash cutanei, artriti infiammatorie migranti e fluttuanti (a carico di una o più articolazioni), problemi cardiaci (blocchi di branca, pericarditi), sintomi oculari (cheratiti, uveiti); acrodermatite cronica atrofica.

Diagnosi di laboratorio. Nel sospetto di malattia ed in assenza di erythema migrans,  va richiesta la sierologia anticorpale anti-Borrelia (IgG e IgM), con test ELISA. In caso di negatività ed in presenza di sintomi persistenti e di forte sospetto di malattia di Lyme, l’esame può essere ripetuto a distanza di 4-6 settimane. Se il test ELISA è positivo, va confermato con un test in “immunoblotting”: in caso di positività, la diagnosi è fatta. La negatività impone la ricerca di una diagnosi alternatva.

Trattamento. Le linee guida NICE raccomandano di utilizzare la terapia antibiotica al massimo dosaggio possibile e per lunghi periodi (3-4 settimane, a seconda dell’antibiotico), al fine di evitare un sotto-trattamento. In presenza di erythema migrans e/o di sintomi non focali, la prima scelta è la doxiciclina, da somministrare per os per 21 giorni (in alternativa amoxicillina sempre per 21 giorni o azitromicina per 17 giorni, entrambe per via orale). La terapia non cambia, pur in presenza di un coinvolgimento di nervi cranici o del sistema nervoso periferico.

Se la malattia di Lyme presenta un interessamento del sistema nervoso centrale, la prima scelta ricade sul ceftriaxone ad elevato dosaggio, per via endovenosa (21 giorni) o, in alternativa, sulla doxiciclina ad elevati dosaggi per os e per 21 giorni. Nel caso di cardite di Lyme, la prima scelta è la doxiciclina per os per 21 giorni (o in alternativa ceftriaxone, per via endovenosa, per 21 giorni). Infine, nel caso di artrite o acrodermatite cronica atrofica, doxiciclina per os per 28 giorni (o in alternativa: amoxicillina per 28 giorni o ceftriaxone per via endovenosa per 28 giorni).

Come rimuovere correttamente la zecca. In caso di puntura, va rimossa dalla cute appena possibile, usando un apposito strumento o, in mancanza di quello, un paio di pinzette appuntite (tipo da sopracciglia). La zecca va afferrata quanto più possibile vicino alla cute (altezza rostro). Una volta afferrata con le pinzette, tirarla verso l’alto lentamente e con fermezza (se l’apparato buccale della zecca resta nella cute, può provocare infezioni). Una volta rimossa, disinfettare l’area della puntura o lavarla con acqua e sapone, Osservare l’area per diverse settimane. Se compaiono sintomi, contattare subito il medico e ricordarsi di dire che si è stati punti da una zecca.

BIBLIOWEB:

Zecche a Verona  http://newmicro.altervista.org/?p=4115
Giugno “azzeccato”  http://newmicro.altervista.org/?p=4431
A. Beltrame – Lyme Disease – Atti del convegno: Le malattie trasmesse dalle zecche in area locale e tropicale – Negrar, 15 Aprile 2016 (in allegato PPT-FlipBook)
Lyme disease: summary of NICE guidance BMJ 2018; 361  (Published 12 April 2018)  https://bmj.k1261  https://www.bmj.com/content/361/bmj.k1261
Nice guideline (NG95). Lyme disease https://www.nice.org.uk/guidance/NG95
Sito Caudwell https://caudwelllyme.com/what-does-the-nice-guideline-for-lyme-disease-say/

 “Lyme Disease” - Anna Beltrame, Centro Malattie Tropicali – Ospedale Sacro Cuore Don Calabria, Negrar (PPT-FlipBook)

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Paolo Lanzafame

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