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Fibromialgia, la malattia che non c’è

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Fibromialgia, la malattia che non c’è

Ladefinizione del quadro “Fibromialgia” risale ad Ippocrate, ma ciò nonostante non è ancora una “malattia” a tutti gli effetti, considerando che non c’è ancora un riconoscimento, a livello nazionale, del quadro. Manca di alterazioni evidenti negli esami di laboratorio ed anche per questo, a fatica viene diagnosticata, non avendo sintomi evidenti come macchie sulla pelle o altri segni patognomonici. E’ una malattia che c’è ma non si vede, una “malattia fantasma”, caratterizzata dal sintomo dolore che spesso entra nel circolo vizioso della disinformazione e delle terapie esoteriche. Ma la maggior parte dei pazienti ha dolorabilità diffusa.

La diagnosi della sindrome fibromialgica dipende dai sintomi riferiti dal/dalla paziente: il passo è breve, alla sottostima o a considerarli immaginari. Attraverso studi che hanno stabilito le linee guida per la diagnosi, la fibromialgia è stata meglio definita. Questi lavori hanno dimostrato che certi sintomi, come il dolore muscoloscheletrico diffuso e la presenza di specifiche aree algogene alla digitopressione (tender points), sono presenti nei pazienti affetti da sindrome fibromialgica e, non comunemente, nelle persone sane od in pazienti affetti da altre patologie reumatiche dolorose.

Le prime linee guida, per la diagnosi, sono state definite dall’American College of Rheumatology nel 1990. Basate su rigorosi criteri diagnostici, per l’uso clinico hanno previsto dolori diffusi (dolore nello scheletro assiale, sopra e sotto la vita e su entrambi i lati del corpo) e dolorabilità in 11 o più, di 18 possibili “tender points”. 

Rispetto a queste linee guida, molte persone, sospettate di avere la fibromialgia, non presentavano dolore lungo l’intero corpo o non avevano almeno gli undici tender points. Per tale motivo i criteri di rilevazione, stabiliti nel 2011, rappresentano un metodo alternativo di valutazione. Questi criteri comprendono un sondaggio self-report, che viene somministrato, grazie ad un modulo cartaceo,  ai pazienti.

La stima della malattia è molto difficile, nonostante possieda un codice ICD 9 CM (729.0 -fibromialgia e reumatismi articolari diffusi non specificati) e quindi possa essere annotata nelle Schede di Dimissione Ospedaliera. La stima varia tra il 1,5 ed il 2% della popolazione (Stime del Consiglio Superiore di Sanità), ma potrebbe riguardare fino al 8% (stime internazionali). Molto importante, quindi, la linea di indirizzo della regione Emilia Romagna, che fa il punto sulla situazione in una regione italiana.

Diversi farmaci o classi di farmaci hanno forte evidenza (prove di livello 1A) per l’efficacia nel trattamento della fibromialgia, tra cui i gabapentinoidi (pregabalin, gabapentin); sono farmaci appropriati ma non rimborsabili dal SSN, con notevole onere economico del paziente, visto che sono farmaci costosi ed il paziente deve assumerli per un notevole periodo di tempo. Sono pertanto necessari studi e ricerche che possano favorire un percorso diagnostico-terapeutico precoce e oggettivo e che possa migliorare la qualità di vita del paziente.

L’Associazione Italiana Sindrome Fibromialgica (AISF) contribuisce a chiarire il contesto dalla parte del/la Paziente, anche con un libretto informativo di qualità.

BIBLIOGRAFIA:

Wolfe F. et Al – The American College of reumathology 1990 criteria for the classification of fibromyalgia- Arthritis Rheum,1990; 2: 160-172 https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/2306288
Diagnosi e trattamento della Fibromialgia – Linee di indirizzo Regione Emilia Romagna – 2017 (in allegato PDF-FlipBook)
La sindrome fibromialgica: aspetti e informazioni per il paziente – AISF(in PDF allegato) https://sindromefibromialgica.it/wp-content/uploads/2011/06/opuscolo-150×210.pdf
www.sindromefibromialgica.it
https://www.progettoasco.it/numero-85-giugno-2014-fibromialgia/
https://sindromefibromialgica.it/fibromialgia/

  Fibromialgia : Lineee di Indirizzo – Regione Emilia-Romagna, 2017 (PDF-FlipBook)

Un Click per Leggere

  “La sindrome fibromialgica: aspetti e informazioni per il paziente” – AISF, 2017 (PDF-FlipBook)

Un Click per Leggere



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