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Sorveglianza d’Abruzzo

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Sorveglianza d’Abruzzo

Regione che vai antibiotico resistenza che trovi. Il fenomeno, che vede il nostro Paese in Europa tra i primi tre Stati con percentuali di resistenza più elevate (dopo Grecia e Turchia) è, infatti, avvertito maggiormente nelle Regioni del Sud, rispetto a quelle del Nord. Ma in generale, non mancano differenze tra Regioni e Regioni, tant’è che per l’European Centre for Disease Prevention and Control (ECDC), la frammentarietà inter-regionale rappresenta un grosso scoglio da superare.  

Il fenomeno dell’antibiotico-resistenza viene definito dall’Organizzazione Mondiale della Sanità come “una delle maggiori minacce per la salute pubblica, a causa dell’impatto epidemiologico ed economico del fenomeno”. Viene pertanto evidenziata la necessità che i Paesi membri attuino, con urgenza, misure adeguate alla gravità del problema. A tale scopo la stessa WHO nel Maggio 2015 ha emanato un Piano Globale di azioni di contrasto al fenomeno dell’antibiotico resistenza: il“Global action plan on antimicrobial resistance”.

In Italia finora è stato investito troppo poco per controllare la diffusione di germi resistenti. Secondo Giovanni Rezza (Direttore del Dipartimento malattie infettive dell’Istituto Superiore di Sanità), abbiamo bisogno di nuovi antibiotici e di sistemi di controllo uniformi. C’è bisogno di standardizzare le procedure di rilevamento a livello dei diversi ospedali, su tutto il territorio nazionale, uniformando le misure di controllo, per capire cosa funziona e cosa no e dove.

In realtà di iniziative regionali ce ne sono diverse e da un paio di anni il Ministero sta avviando azioni di coordinamento, attraverso piani di prevenzione mirati ed inviati a tutte le regioni e di seguito alle ASL-ATS. Inoltre molti contribuiscono autonomamente ad inviare dati a EARS-net, anche quando le regioni sono sonnacchiose in merito!

Le patologie infettive, correlate ai processi assistenziali, gravano sulla salute pubblica in maniera sempre più importante, anche in seguito all’estensione dell’aspettativa di vita che, se da un lato rappresenta un importante segnale di benessere della popolazione, dall’altro comporta un aumento della quota di pazienti più fragili e spesso con comorbidità.

Nel corso degli anni, l’attenzione nei confronti delle infezioni correlate all’assistenza (ICA) è aumentata notevolmente, pur in assenza di un efficace coordinamento centrale capace di armonizzare le azioni preventive e di sorveglianza condotte, spesso in maniera non uniforme, a livello locale e regionale, se non addirittura di singola ASL.

A complicare il quadro, è emerso sempre più frequentemente il ruolo delle infezioni acquisite non solo in ospedale, ma anche nelle strutture complementari ed alternative all’acuzie e, in particolare, nelle aree residenziali territoriali, come R.S.A., R.A. e non infrequentemente anche in regime di assistenza domiciliare.

L’articolo pubblicato  descrive un progetto realizzato dal Gruppo Operativo del C.I.O. aziendale della ASL2  Lanciano-Vasto-Chieti, attraverso il quale è stato possibile estendere e uniformare l’applicazione alle strutture territoriali, delle buone pratiche cliniche di controllo delle infezioni correlate all’assistenza. I risultati descritti sono incoraggianti e hanno permesso l’implementazione dal progetto, ad un vero e proprio sistema che pur sviluppato principalmente in ambito locale, pone le basi di un modello replicabile anche in realtà territoriali diverse.

Ines Bianco

Coordinatrice Gruppo Operativo CIO

BIBLIOWEB:

Bianco I., Argentieri A., De Vita F., Di Girolamo A., Pompeo M., Silverj F., Di Sciascio M.B., Antonucci A., GambinoA., Alt.  - Progetto di sorveglianza e controllo delle infezioni correlate all’assistenza  e della circolazione di germi multi-resistenti sul territorio. Feb 2018  (in allegato PDF)
La black list dei batteri  http://newmicro.altervista.org/?p=2377
Ambiente ospedaliero ed infezioni  http://newmicro.altervista.org/?p=2601
Campania (in) Felix  http://newmicro.altervista.org/?p=3909

  Progetto ICA Abruzzo – Gruppo Operativo CIO , Febbraio 2018 (PDF-FlipBook)

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