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Sepsi e Nuove Tecnologie di Laboratorio

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Sepsi e Nuove Tecnologie di Laboratorio

Leimplicazioni di un approccio Evidence Based per la sepsi, come quello evidenziato negli articoli “rivoluzionari” di Jama del 2016, partono dalle definizioni di Sepsi e Shock settico: si possono prevenire e gestire, in un percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziale. Ciò implica che sono necessari interventi precoci e concatenati di diagnosi e trattamento, in una logica propria di una patologia letale, tempo dipendente. Ovviamente, sono necessarie azioni multidisciplinari ed interprofessionali coordinate. Tutto qui?

Non proprio, questo è il punto di arrivo a cui tendiamo, il Best Pratice Statement, per citare la Society of Critical Care Medicine e la Surviving Sepsis Campaign. E’ essenziale scegliere gli antibiotici “giusti”, che garantiscano una copertura adeguata, sin dall’adozione della terapia empirica. Proprio in riferimento ad essa, in casi di sepsi di origine sconosciuta, ci dice molto l’eco-ambiente ospedaliero, che “anticipa” l’adozione di antimicrobici in coinvolgimenti specifici, come quello polmonare, guidando la scelta di alcuni antibiotici “presunti” e appropriati.

L’incubo dei patogeni resistenti incombe nella pratica clinica. Non possiamo prescindere dalle risposte legate all’identificazione di Pseudomonas aeruginosa XDR, di Klebsiella pneumoniae resistente ai carbapenemi (CRE) o di  Acinetobacter baumannii resistente ai carbapenemi (CRA): esempi di batteri killer tra i più temuti. Sappiamo che la sopravvivenza è inversamente  proporzionale alla terapia antimicrobica “effettiva”: l’inappropriatezza della scelta dell’antibiotico si paga in termini di sopravvivenza.

L’emocoltura è il gold  standard  per la diagnosi e conviene sottolineare una raccomandazione. Un prelievo per emocolture di routine (in adulti) deve includere l’utilizzo di un flacone per aerobi e di un altro per anaerobi (SET per emocoltura) + eventuale flacone per miceti. In un percorso integrato, basato sulla prescrizione corretta da parte del clinico, fondamentale è il Tourn-around Time (TAT) del laboratorio, che deve prevedere la risposta telefonica del risultato.

Per tali ragioni è fondamentale anche che il laboratorio garantisca la possibilità di inserimento dei  flaconi “nello strumento” durante le 24 h, 7 giorni su 7 e la colorazione di Gram, che riveste ancora una validità per la scelta dell’antibiotico. Come in un documento di regione Lombardia, l’informazione deve essere compresa nella lista dei valori critici del laboratorio, che comprende la tempestiva comunicazione al curante.

L’identificazione rapida del microrganismo, associata ai dati di epidemiologia locale, costruiscono la terapia orientata. Le considerazioni, il contesto, la fattibilità del quando e come rappresentano la “scommessa” del laboratorio: il passaggio dal setting clinico di applicazione, alle linee guida di terapia empirica, con l’inserimento della diagnostica rapida nella pratica quotidiana, condizionano la ricaduta clinica del dato diagnostico.

Potremmo concludere che tutto questo, con gli aspetti della diagnostica molecolare, è la base della Stewardship antibiotica, obiettivo della microbiologia del nuovo millennio.

BIBLIOWEB:

 Percorso Diagnostico della Sepsi e Nuove Teconologie - C. Scarparo16 Dicembre 2017 (Ppt-FlipBook)

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Claudio Scarparo

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