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Da Tokio Salute per tutti

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Da Tokio Salute per tutti

Entro il 2030 salute per tutti come diritto umano:  la dichiarazione e gli impegni sottoscritti a Tokio

Salute come diritto umano: è la dichiarazione più forte del Forum di Tokio, il UHC (Universal Health Coverage) Day, tenutosi a dicembre 2017 per stimolare l’azione collettiva mondiale verso #HealthforAll. L’incontro è stato ospitato dal governo del Giappone, dalla Banca mondiale, dall’Organizzazione mondiale della sanità, dall’UNICEF, dalla UHC2030 e dalla JICA. E’ una risposta collettiva forte alle iniziative contro l’Obama Care del presidente degli Stati Uniti ed alla negazione di tale diritto, uno dei punti di forza del neoliberismo, che fa capolino sempre più frequentemente anche da noi.

Il Forum ha diffuso anche il rapporto di monitoraggio globale UHC della Banca Mondiale/OMS, che misura la percentuale di popolazione che può accedere a servizi sanitari di qualità ed essenziali e la percentuale, della popolazione, che spende gran parte del reddito familiare per la salute. Valuta il livello generale e la misura in cui UHC è equo – offrendo copertura del servizio e protezione finanziaria a tutte le persone all’interno di una popolazione, come i poveri o coloro che vivono in aree rurali remote. La relazione utilizza sedici servizi sanitari essenziali, come indicatori del livello e della equità della copertura nei paesi.

Formalizzata in quella che d’ora in poi conosceremo come “dichiarazione di Tokio”, ratifica l’impegno degli organizzatori ad accelerare i progressi verso il UHC ed a garantire la salute di tutte le persone, chiunque siano e ovunque vivano, entro il 2030, riconoscendo la natura integrata e indivisibile degli obiettivi di sviluppo sostenibile (SDG), in grado di bilanciare le dimensioni economica, sociale e ambientale dello sviluppo sostenibile.

La dichiarazione “chiama” tutte le parti interessate ad espandere e trasformare gli investimenti nella forza lavoro sociale e sanitaria per UHC, sottolineando l’empowerment delle donne e l’occupazione giovanile. Per accelerare il processo verso l’UHC, i firmatari si impegnano a mobilitare congiuntamente la leadership politica in tutto il mondo, in modo che i singoli paesi possano sviluppare le proprie tabelle di marcia verso UHC, con obiettivi e indicatori chiaramente descritti in piani specifici.

I firmatari sottolineano il principio “No One Behind” (nessuno indietro), che richiede uno sforzo speciale per progettare e fornire servizi sanitari “informati” attraverso le voci ed i bisogni delle persone. L’obiettivo 3.8 degli SDG, è quello di fornire a tutti i cittadini accesso a servizi sanitari di alta qualità, integrati e nello stesso tempo “centrati sulla persona”. Parte fondamentale e inclusiva dei servizi sanitari preventivi, curativi, riabilitativi e palliativi, appare la sicurezza di vaccini e medicinali essenziali, da rendere tutti efficaci, di qualità e convenienti.

La dichiarazione sottolinea i progressi compiuti per rafforzare le risposte alle emergenze sanitarie pubbliche, con meccanismi di coordinamento tra  Oms  ed altri partner delle Nazioni Unite (ONU) e la formalizzazione di sistemi di finanziamento per le emergenze, come il Fondo Oms (CFE) e quello per l’emergenza pandemica della Banca mondiale (PEF).

In risposta al “costo”, i paesi aderenti ribadiscono che UHC è sia tecnicamente sia finanziariamente fattibile. Universal Health Coverage produce rendimenti elevati, attraverso la “vita in salute” e guida occupazione e crescita economica inclusive. UHC è uno dei capisaldi dell’agenda per lo sviluppo sostenibile e contribuisce al progresso verso tutti gli SDG. Senza UHC, miliardi di persone sono a rischio di perdere l’opportunità di vivere vite economicamente “produttive” e centinaia di milioni di persone rischiano di impoverirsi, nella loro ricerca di assistenza sanitaria.

È fondamentale, per le Nazioni, mobilitare cittadini e piattaforme comunitarie, rafforzando i processi di bilancio (tracciando le spese, perseguendo l’equità, migliorando l’efficienza). La dichiarazione si impegna infine a stimolare l’apprendimento dell’innovazione per UHC, per sfruttarne e sostenerne il potenziale, accelerando la generazione e la condivisione delle migliori pratiche di conoscenza critica, sviluppando e migliorando il coordinamento tra esistente e reti future.

Forse vale la pena pensare a tutto questo, quando si parla di “riforme in sanità”.

PerTesto

BIBLIOWEB:

http://universalhealthcoverageday.org/forum/
DICHIARAZIONE DI TOKIO (in allegato PDF)
GLOBAL MONITORING REPORT 2017 - Rapporto di monitoraggio globale 2017 http://www.who.int/healthinfo/universal_health_coverage/report/2017/en/
http://www.worldbank.org/health
Montevideo Roadmap per le malattie non trasmissibili  http://newmicro.altervista.org/?p=3386
http://amicimedlab.altervista.org/?p=12305
Non è vero che la sanità pubblica è insostenibile   http://newmicro.altervista.org/?p=2408
http://amicimedlab.altervista.org/?p=10443

 Forum 2017Tokyo Declaration on Universal Health Coverage (PDF-FlipBook)

Un Click per Leggere

 Universal Health Coverage – 2017 Global Monitoring Report  WHO / The World Bank su Licenza 3.0 IGO (in PDF)

Un Click per Leggere

 


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Paolo Paparella

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