Blog

Guerra al fumo

Posted by:

Guerra al fumo

Storia di un vizio mortale

Dadove è iniziata l’abitudine a fumare? Si è passati da uno “strumento religioso” usuale da parte dei Taino (popolazione precolombiana dell’attuale Santo Domingo), descritta da Bartolomè de Las Casas (1484-1566), a una “droga di Stato”, sottoposta a monopolio. Citando de Las Casas: “mischiano il fiato con un’erba chiamata pentum o tobago e soffiano come dannati”. Don Gonzalo Hernández de Oviedo y Valdès (1478-1557, governatore spagnolo dell’isola) aggiungeva: “tra le molte sataniche arti, gli indigeni ne possiedono una altamente nefasta, l’aspirazione del fumo delle foglie che essi chiamano tabacco che produce loro un profondo stato di incoscienza”.

Sono passati secoli. Il fumo di tabacco provoca più decessi di alcol, aids, droghe, incidenti stradali, omicidi e suicidi messi insieme e si stima che l’epidemia del tabacco sia una delle più grandi sfide di sanità pubblica della storia. Il tabagismo è la principale causa di morte in tutto il mondo: muoiono ogni anno oltre 7 milioni di persone. I costi economici sono altrettanto enormi: oltre 1,4 trilioni di dollari, per costi sanitari diretti e per perdita di produttività. L’uso del tabacco è un fattore di rischio comune per NCD (Noncommunicable Diseases), che ogni anno uccide 40 milioni di persone, pari al 70% di tutte le morti a livello mondiale, di cui 15 milioni di persone di età compresa tra 30 e 69 anni. Oltre  l’80% di queste morti “premature”, si verifica nei paesi a basso e medio reddito.

La testimonianza di Jeff Wigand, contro le multinazionali del tabacco, ha sottolineato la correlazione con il tumore del polmone. Michael Fiore, italo-americano (di origini pugliesi) è un esperto di fama mondiale nel campo del tabagismo e delle tecniche per smettere di fumare. È Direttore del Wisconsin Center for Tobacco Research della Wisconsin University e collabora con la Società Italiana di Tabaccologia (SITAB). Fiore in un editoriale ricordava che anche i medici, soprattutto negli anni ’40 ’50 del novecento, furono ingaggiati dalle industrie del tabacco come persuasori, per niente occulti, dell’innocuità del fumo.

Ha fatto recentemente un appello tramite video al “The Laboratory Medicine. The Science and Art of Uncertainty Likely”, tenutosi a Venezia, per spingere i medici ed i sanitari italiani perché smettano di fumare, diventando essi stessi “testimonial antifumo” nei riguardi dei loro pazienti per la “smoking cessation”. Il Congresso è stata occasione di far conoscenza col Prof. Cristiano Chiamulera, che ha presentato il video di Fiore e che ha tenuto una relazione sul tema (vedi flip book allegato).  

Dannata abitudine” secondo i moniti del OMS, con la “storica battaglia” contro multinazionali ed il commercio illegale, rilanciata da Tedros Adhanom Ghebreyesus (DG OMS): l’industria del tabacco continua ad ostacolare gli sforzi dei governi e ormai il commercio illegale è diventato un secondo canale di diffusione, molto pericoloso, che sta minando ulteriormente le politiche anti tabacco. Il dato positivo è che circa 4,7 miliardi di persone, vale a dire il 63% della popolazione mondiale, sono coinvolte in azioni e campagne anti fumo. Numero che si è quadruplicato, rispetto al 2007.

Il progresso nel coinvolgimento della popolazione, nella lotta anti tabacco, è stato possibile in quanto i governi hanno intensificato l’azione per attuare misure chiave del FCTC (Framework Convention on Tobacco Control) del Oms, basata su sei strategie: 1) monitorare le politiche di utilizzo e prevenzione – 2) proteggere le persone dal fumo di tabacco – 3) offrire aiuto per uscire dalla dipendenza – 4) avvisare le persone sui pericoli – 5) predisporre divieti sulla pubblicità, la promozione e la sponsorizzazione del tabacco – 6) alzare le imposte sul tabacco.

Uno su dieci morti in tutto il mondo è causato dal fumo. Ma la realtà può cambiare, per esempio attraverso le misure di controllo del tabacco di MPOWER (documentazione e strategie), che hanno dimostrato di essere molto efficaci, ci ricorda Bloomberg, ex sindaco di New York ed ambasciatore globale dell’Oms per le malattie non comunicabili e fondatore di Bloomberg Philanthropies.

In Italia, dalla campagna 2015 (“ma che sei scemo”, testimonial Nino Frassica) il Ministero continua a trattare la problematica, dedicando ad essa una parte del sito istituzionale. Il Decreto 26 maggio 2016 (GU 21 luglio 2016, in allegato) reca le norme tecniche per dare attuazione e decisione esecutiva della direttiva Ue antifumo, allo scopo di definire le specifiche tecniche per il layout, la grafica e la forma delle avvertenze combinate, relative alla salute, sulle confezioni di sigarette. Il Gruppo di lavoro GARD Italy ha recentemente pubblicato un’interessante sintesi dello stato dell’arte in Italia (in allegato PDF).

“Non c’è mai stato un tempo migliore per smettere di fumare” è il tormentone  della campagna britannica “STOPtober” 2017. La politica sanitaria del Regno Unito (UK) da qualche anno ormai è improntata alla promozione della cosiddetta “sigaretta elettronica” (e-cig), in quanto strumento di trattamento largamente più sicuro della sigaretta tradizionale di tabacco. “Se avete lottato e finora avete perso la vostra battaglia contro il tabacco, una e-cig può essere la migliore opzione per voi” è uno degli slogan di Stoptober 2017.

FumoPerTesto

https://www.nhs.uk/oneyou/stoptober/home

“Le mie giornate finirono coll’essere piene di sigarette e di propositi di non fumare più e…” da La coscienza di Zeno - Italo Svevo

BIBLIOWEB:

 La disassuefazione da fumo nel sistema sanitario – C. Chiamulera -  Venezia, 12 Ottobre 2017  (PDF-FlipBook)

Un Click per Leggere

 “Bloomberg Philanthropies” – Annual Report, May 2017  (in formato PDF)

Un Click per Leggere

 Decreto 26 maggio 2016 (Ministero della Salute) – Fumo passivo (GARD Italy)  (in formato PDF)

Un Click per Leggere



Articoli correlati:

0
Giovanni Casiraghi

About the Author

Email: [email protected]
Go To Top
AVVERTENZA: Questo sito web utilizza i Cookies al fine di offrire un servizio migliore agli Utenti Maggiori informazioni