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Dimmi cosa mangi

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Dimmi cosa mangi

(e da dove viene)

Che una corretta alimentazione sia una delle basi di un salutare stile di vita è evidente a tutti. I distinguo (e le informazioni) sui prodotti alimentari sono invece fonte di discussione e di continui arrangiamenti sulla dieta di molte persone, che prestando fede alla notizia, modificano le proprie abitudini alimentari (o che abbandonano “divieti” seguiti da decenni). Alcuni esempi:

secondo quanto riferito sulla rivista Annals of Internal Medicine, è stato preso in esame nel dettaglio il consumo di caffè dei partecipanti (che facevano parte dello studio EPIC), con le diverse modalità di preparazione (con o senza caffeina), monitorati per un tempo medio di 16 anni (decessi e relative cause). E’ così emerso che bere abitualmente caffè è associato a ridotto rischio di morte per tutte le cause, in particolare per malattie circolatorie e del tratto digerente. Lo studio, condotto su oltre mezzo milione di individui, in 10 paesi europei tra cui l’Italia, è stato attuato da esperti del “IARC” (International Agency for Research on Cancer) e del “Imperial College di Londra”. La riduzione del rischio è indipendente dal metodo di preparazione e dalla scelta tra decaffeinato o caffè normale.

Il consumo di bevande analcoliche, artificialmente dolcificate, è stato associato ad un rischio più elevato di ictus ischemico e demenza A nelle coorti della comunità del Framingham Heart Study, mentre manca tale associazione per quelle dolcificate con zucchero.

Ma non sono solo gli studi “sanitari” ad affrontare il problema. Di recente, a Cernobbio (Co), la Coldiretti ha discusso l’argomento presentando, al Forum Internazionale dell’Agricoltura e dell’Alimentazione, i dati forniti dalle rilevazioni dell’ultimo rapporto “Sistema di allerta rapido europeo (RASFF)”, che ha registrato gli allarmi per rischi alimentari verificatisi a causa di residui chimici, micotossine, metalli pesanti, inquinanti microbiologici, diossine o additivi e coloranti nell’Unione Europea, nel 2016.

Per Coldiretti, l’agricoltura italiana è la più “green” d’Europa (292 prodotti a denominazione di origine Dop/Igp), divieto all’utilizzo degli Ogm ed il maggior numero di aziende biologiche, ma è anche al vertice della sicurezza alimentare mondiale con il minor numero di prodotti agroalimentari con residui chimici irregolari (0,5%), quota inferiore di 3,2 volte alla media UE (1,7%) e ben dodici volte a quella dei Paesi terzi (5,6%)!

I Paesi con un fiorente scambio commerciale con l’Italia vengono messi sotto la lente d’ingrandimento da queste rilevazioni, che producono una sorta di black list dei pericoli alimentari: Si va dal pesce spada e tonno (Spagna) inquinato da metalli pesanti, agli integratori e cibi dietetici con ingredienti non autorizzati (Stati Uniti), alle arachidi (Cina) contaminate da aflatossine cancerogene. Preoccupante la situazione della frutta secca, come i pistacchi provenienti dall’Iran ed i fichi secchi dalla Turchia, entrambi fuori norma per la presenza di aflatossine, considerate cancerogene anche dall’Agenzia europea per la sicurezza alimentare (EFSA).

Anche le carni di pollo provenienti dalla Polonia sono state oggetto di allarme per contaminazioni microbiologiche oltre i limiti di legge (salmonella).

Rendere trasparenti (pubblici) i flussi commerciali delle materie prime (specie se provenienti dall’estero) potrebbe essere un importante passo avanti: ad oggi l’obbligo di indicare la provenienza riguarda il riso ed il grano impiegati nella pasta. Molto resta ancora da fare: 1/3 della spesa rimane anonima, dai succhi di frutta al concentrato di pomodoro, fino ai salumi.

AlimentiPerTesto

BIBLIOWEB:

Lee Set al. UK Stroke Incidence, Mortality and Cardiovascular Risk Management 1999–2008: Time-trend analysis from the general practice research database. BMJ Open. 2011;1:e000269 http://bmjopen.bmj.com/content/1/2/e000269.long
Pase MP et al. Sugar and Artificially Sweetened Beverages and the Risks of Incident Stroke and Dementia A Prospective Cohort Study. Stroke. 2017;48:00-00. DOI: 10.1161/STROKEAHA.116.016027 https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/28720657
http://www.coldiretti.it/
http://www.ilpuntocoldiretti.it/attualita/Pagine/Saluteeccolablacklistdeicibipipericolosi.aspx

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Ines Bianco

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