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Montevideo Roadmap per le Malattie non trasmissibili

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Montevideo Roadmap per le Malattie non trasmissibili

Oggi 40 milioni di persone ogni anno muoiono per le  Malattie Non Trasmissibili – NCD (cardiache, polmonari, tumori, diabete): uccidono, più di ogni altra causa di morte. 15 milioni si verificano tra le persone di età compresa tra i 30 ei 70 anni e sette milioni nei paesi a basso e medio reddito.

Inevitabile (e/o logico) che i governi abbiano approvato la “Montevideo Roadmap 2018-2030   come priorità dello sviluppo sostenibile nell’apertura della conferenza globale di tre giorni, sulle malattie non trasmissibili (NCD-NonCommunicable Diseases), tenutasi a Montevideo, ospitata dal Oms e dalla presidenza dell’Uruguay. L’impegno dei leader mondiali è di ridurre i morti “prematuri”, per  NCD, di  un terzo entro il 2030.

Secondo Tedros Adhanom Ghebreyesus (Direttore generale OMS), i governi devono agire impegnandosi a prevenire queste malattie in primo luogo e ad assicurare che le persone possano ottenere servizi per curarli. L’assenza o il sottodimensionamento di  strutture e soluzioni impone enormi costi per gli individui, come pure per le comunità ed è totalmente in contraddizione con gli impegni globali per lo sviluppo sostenibile. È sconvolgente vedere i crescenti tassi negativi che le malattie come il cancro e il diabete stanno assumendo, tra le persone che meno possono permettersi l’assistenza sanitaria.

La maggior parte delle vittime NCD potrebbero essere impedite mediante l’azione contro il tabacco, l’inquinamento atmosferico, le diete insalubri, l’inattività fisica e l’uso nocivo dell’alcool e migliorando il rilevamento ed il trattamento delle malattie. La tabella di marcia di Montevideo evidenzia la necessità di un’azione coordinata e coerente di tutti i settori e dell’intera società, poiché molti dei principali fattori di salute sono fuori dal controllo dei ministeri, dei sistemi e dei professionisti della salute. Gli attori non statali, tra cui la società civile e l’industria, hanno un ruolo importante da svolgere.

Tra le sfide della Roadmap:

1 – compensare i progressi ineguali ed insufficienti per ridurre le “morti premature” da NCD;
2 - evitare l’influenza del settore privato sui governi, per dare priorità al commercio, sugli obiettivi della sanità pubblica;
3 - risolvere la mancanza di leadership di alto livello, per assicurare che la promozione della salute e la prevenzione ed il controllo NCD, facciano parte “integralmente” di tutte le aree della politica governativa.

L’OMS, per bocca del suo Direttore Generale, ha annunciato il lancio di una nuova commissione su NCD: un’occasione per accelerare gli sforzi, al fine di sconfiggere le malattie non trasmissibili.  La tabella di marcia di Montevideo fa anche da guida ai preparativi per l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite del prossimo anno, terzo incontro di alto livello su NCD. La riunione valuterà i paesi candidati a raggiungere l’obiettivo di ridurre del 25%, entro il 2025, i decessi precoci per NCD e di un terzo entro il 2030.

BIBLIOWEB:

http://www.who.int/nmh/events/2017/montevideo/about/en/
Montevideo Roadmap 2018-2030 on NCDs as a sustainable development priority- WHO Global Conference on Noncommunicable Diseases (Montevideo, 18-20 October 2017) (in allegato)
http://www.who.int/conferences/global-ncd-conference/Roadmap.pdf?ua=1

 WHO Global Conference on Noncommunicable Diseases – Montevideo Roadmap 2018/2030 (PDF-FlipBook)

Un Click per Leggere



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Paolo Paparella

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