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Allattamento al seno. Tutti bocciati tranne SIN

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Allattamento al seno. Tutti bocciati tranne SIN

Siconclude il 7 ottobre la settimana dedicata all’allattamento: la Società Italiana di Neonatologia (Sin) ribadisce l’importanza del latte materno, anche per i prematuri. “I vantaggi del latte materno sono ormai certi anche nel neonato pretermine, che ne beneficia in maniera speciale, soprattutto per la ridotta incidenza di gravi patologie, quali sepsi, meningite, enterocolite necrotizzante e per il miglioramento dello sviluppo cognitivo“.

Non molta rilevanza ha avuto sui media l’argomento e non si sono pronunciate la maggior parte delle Società Scientifiche Italiane (ad eccezione di SIN), nonostante l’Organizzazione Mondiale della Sanità da tempo abbia lanciato una campagna per il Breastfeeding per aumentare i tassi di allattamento globali.

 ”L’allattamento al seno offre ai bambini il miglior inizio possibile nella vita (secondo il Direttore Generale del OMS, Tedros Adhanom Ghebreyesus). Il latte materno funziona come il primo vaccino di un bambino, protegge i neonati dalle malattie potenzialmente letali e dà loro tutto il nutrimento necessario per sopravvivere e prosperare”. L’allattamento al seno è uno degli investimenti, più efficaci e convenienti, per la salute dei più piccoli e per la salute futura delle loro economie e della società.

La Global Scorecard (il sistema adottato dal OMS) raccoglie dati provenienti da paesi di tutto il mondo sullo stato di sette priorità stabilite dalla Global Breastfeeding Collective, per aumentare il tasso di allattamento al seno. La Scorecard ha valutato 194 nazioni e ha “scoperto” che solo il 40% dei bambini, di età inferiore ai sei mesi, sono allattati esclusivamente al seno (solo latte materno) e solamente ventitre paesi hanno tassi al di sopra del 60% (Bolivia, Burundi, Capo Verde, Cambogia, Repubblica popolare democratica di Corea, Eritrea, Kenya, Kiribati, Lesotho, Malawi, Micronesia, Stati federati di Nauru, Nepal, Perù, Ruanda, São Tomé e Príncipe, Isole Salomone, Sri Lanka, Svezia, Timor Leste, Uganda, Vanuatu e Zambia).

L’allattamento al seno è anche un fattore che consente di porre fine alla povertà, promuovere la crescita economica e ridurre le disuguaglianze. L’ OMS dimostra che un investimento annuo di soli 4,70 dollari per neonato, basterebbe per aumentare il tasso globale dell’allattamento al seno esclusivo, tra i bambini al di sotto dei sei mesi, del 50% entro il 2025. Il raggiungimento di questo obiettivo, potrebbe salvare la vita di 520.000 bambini sotto i cinque anni e potenzialmente generare 300 miliardi di dollari di risparmi, in 10 anni.

“Il latte materno rappresenta la migliore alimentazione possibile per il neonato”. E’ la voce della  Società Italiana di Neonatologia – Sin (col suo Presidente, Mauro Stronati) che sostiene ancora una volta la campagna per la promozione dell’allattamento al seno. Nonostante gli enormi vantaggi, la percentuale dei neonati pretermine, che assume latte materno, è ancora di gran lunga inferiore rispetto ai nati a termine. Questo è legato all’inevitabile separazione fra la madre e il suo bambino, ricoverato in Terapia Intensiva Neonatale (Tin), allo stress dovuto alla nascita troppo precoce, alle condizioni cliniche della madre e del neonato, nonchè alla fisiologica immaturità del pretermine, che non è ancora in grado di alimentarsi al seno.

Per una maggior diffusione dell’allattamento materno nel pretermine, il primo passo da compiere è consentire ai genitori un libero accesso ai reparti di Terapia Intensiva Neonatale, permettendo loro di conoscere precocemente il proprio bambino, di avere contatti prolungati con lui (marsupio-terapia), e perché no, di familiarizzare col personale sanitario.

La montata lattea, condizionata negativamente dallo stress della nascita, può presentarsi a qualunque età gestazionale. Le quantità di colostro prodotte, seppur minime, sono il più delle volte sufficienti per iniziare una minima precocissima alimentazione, fondamentale nei neonati critici. L’allattamento materno è di grande aiuto anche per la mamma di un piccolo prematuro: la consapevolezza di contribuire al benessere del proprio neonato le restituisce infatti il suo naturale ruolo primario e la fa sentire indispensabile.

Quando il latte materno, nel primo periodo dopo il parto, non è subito disponibile, il latte umano donato può essere considerato alla stregua di un “farmaco essenziale”, soprattutto per i neonati più fragili, come quelli con un peso alla nascita inferiore a 1500g, ricoverati in TIN. Nonostante il trattamento termico, necessario per inattivare batteri e virus, ne alteri parzialmente le proprietà biologiche e nutrizionali, il latte umano donato rappresenta la prima scelta nutrizionale nel pretermine, secondo solo a quello della propria madre. Le Banche del Latte operano grazie alla generosità di mamme volontarie, accuratamente selezionate, che offrono il proprio prezioso dono a titolo gratuito.

Trattare l’argomento è il nostro piccolo contributo a questa funzione vitale.

Global Breastfeeding Collective

BreastFeedingforText

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