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Gravidanza o Parto a rischio

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Gravidanza o Parto a rischio

Le Linee di Indirizzo Clinico-Organizzative di Agenas

Dopo i casi di cronaca degli scorsi anni arrivano, per aiutare a risolvere i problemi “peri-partum”, sono state rese disponibili le Linee di Indirizzo dell’Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari regionali (Agenas), organizzate per problematiche: dall’emorragia post-partum alla sepsi, dall’ipertensione all’influenza ed all’obesità.

Sono state elaborate su mandato del Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, dopo alcuni eventi gravi registrati tra il 2015 ed il 2016, che avevano turbato l’opinione pubblica. L’obiettivo ambizioso è: “…azzerare il verificarsi di eventi avversi, laddove prevenibili e prevedibili, individuando tempestivamente situazioni di alert di condizioni a maggior rischio di complicanze, per la mamma ed il bambino, garantendo così il trasferimento nel setting assistenziale più appropriato, nell’ambito del percorso gravidanza e parto”.

L’obiettivo è quello di ridurre la probabilità di errori, quando si valutano gravidanze e parti a rischio, assicurando efficienza organizzativa e sicurezza, lungo tutto il percorso delle nascite. E’ strumento di supporto decisionale per i professionisti, messo a punto da un tavolo coordinato da Agenas e composto da rappresentanti del Ministero della Salute, del Comitato nazionale percorso nascita, dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS) e di società scientifiche di settore.

Il documento è costruito sulla base di singoli quesiti, focalizzati sugli aspetti più vulnerabili quanto a sicurezza dei pazienti e degli operatori sanitari, a cui vengono fornite risposte attraverso raccomandazioni, che fanno esclusivo riferimento a Linee Guida Nazionali e Internazionali, emanate da istituzioni pubbliche ed a evidenze scientifiche fortemente consolidate.

Entrando nel dettaglio: il documento comprende otto quesiti relativi all’Emorragia Post-Partum (con trentaquattro “raccomandazioni” correlate), due quesiti relativi alla Sepsi (quattro  raccomandazioni), nove quesiti per l’Ipertensione (ventiquattro raccomandazioni), tre quesiti relativi all’Influenza (quindici raccomandazioni) ed infine quattordici quesiti relativi all’Obesità (con 26 raccomandazioni).

Le domande cui si è tentato di dare risposta riguardano i fattori di rischio, suggerendo cosa fare, come, dove e quando, non trascurando il “modo” di comunicarlo. Il risultato è uno strumento facilmente consultabile dai professionisti sanitari (anche perché fortemente voluto dal mondo clinico), il cui apporto è stato determinante nell’individuare e rafforzare aspetti della sicurezza dell’organizzazione e delle cure, ritenuti i più vulnerabili e nel tracciare percorsi condivisibili, omogenei e replicabili, in tutte le aziende sanitarie. Il risultato finale è una raccolta di “buone pratiche professionali” cui far riferimento.

Particolarmente stimolanti, per il laboratorio (e per i suoi professionisti), sono le raccomandazioni che riguardano le malattie emorragiche e le emoglobinopatie, con l’identificazione dei fattori di rischio: aprono la strada al commento “guidato” degli esami di riferimento ed al supporto informativo del dato.

Non è davvero poco!

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Assunta Sartor

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