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Esame Urine Automazione Valore Aggiunto

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Esame Urine Automazione Valore Aggiunto

Come cambia il laboratorio analisi è sotto gli occhi di tutti. Ma prendendo un  esame come quello delle urine, si potrebbe pensare che dopo l’introduzione delle strisce-test, poco sia cambiato. Fabio Manoni, al contrario, ci dimostra come l’alta tecnologia sia entrata pesantemente in questo settore del laboratorio. Il riavvicinamento alla nefrologia, grazie anche alla “vision” di Fabio, è cosa realizzata concretamente tra GIAU e SIN, nella stesura della LG, col recupero dei “contenuti clinici” dell’esame urine e del sedimento in particolare. La competenza del laboratorio risulta gratificata da tale impostazione.

Ma se la parte clinica è “consolidata”, come sottolineano i PDTA, non di meno le competenze tecnologiche sono aumentate sensibilmente. Orami possiamo parlare nei laboratori analisi di workstation preanalitiche robotizzate, che gestiscono in parte o in toto la strumentazione  di analisi propriamente detta. Cosi come la comparsa di sistemi esperti, per facilitare l’interpretazione dei risultati, è oramai prassi consolidata in molti centri di Analisi Cliniche. I due nuovi aspetti, delle fasi pre e post analitica, coniano “rivoluzionari” modelli di laboratorio.

Per molti è un obiettivo da raggiungere, come ci sentiamo spesso dire nei diversi congressi. A Monselice è già realtà o, per adoperare un termine familiare ai laboratoristi, “routine”. Molti di noi hanno assistito alla “flessione del millennio”, che aveva segnato la diminuzione progressiva della richieste al laboratorio dell’esame urine completo, complice anche l’adozione delle “strisce” come test rapido da parte dei clinici. Ma proprio la rivendicazione del ruolo di “consultant” dei laboratoristi, come Fabio (e come molti del GIAU), ha portato all’inversione di tendenza: nel 2001 (picco negativo) era il 6% degli esami totali richiesti, nel 2016 è il sesto test in ordine di frequenza.

La professionalità paga. In molti PDTA nessuno dubita più dell’importanza dell’esame urine. In Friuli Venezia Giulia è presente come step “ricorrente”, insieme ai parametri clinici, nel PDTA delle Malattie renali croniche – MRC. Il laboratorio fornisce un valore aggiunto, rispetto alle “strisce”: l’analisi del sedimento. Proprio su questo aspetto c’è stata una delle rivoluzioni high-tech con i sistemi digitalizzati di lettura del sedimento urinario.

Possiamo dire che l’automazione diventa un “indicatore improprio” di qualità, migliorando precisione ed accuratezza (ripetibilità del dato, ridefinizione di valori di riferimento e dei livelli decisionali). Siamo di fronte al classico modello della “Golden Helics”, del miglioramento continuo della Qualità e dell’aumento della conoscenza.

Ma non sono tutte “rose e fiori”: l’utilizzo di nuove tecnologie, se da un lato ha migliorato la significatività clinica del referto urinario, dall’altro ha evidenziato le criticità della fase preanalitica, in misura maggiore rispetto a quanto percepito con tecnologie inferiori per sensibilità, precisione e  accuratezza. Uno degli strumenti cardine dell’esame del sedimento urinario è il microscopio (in particolare se a luce polarizzata). A dir poco, è tanto importante quanto lo stetoscopio Littmann per i clinici.  Ma un’ombra viene proprio dalla dotazione di questo strumento: manca ancora in troppi laboratori analisi!  Se poi ci soffermiamo sull’utilizzo del rapporto Albumina/Creatinina nelle urine, i dati depongono per una adozione in meno di un quarto dei laboratori !

C’è ancora molto da fare. Possiamo ancora migliorare.

BIBLIOWEB:

Il valore aggiunto dell’automazione nel cambiamento dell’esame delle urine – Urinology 2017 (PowerPoint-FlipBook)

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Giovanni Casiraghi

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