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Lotta alla sepsi: la toscana c’è

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Lotta alla sepsi: la toscana c’è

Presentazione del piano di lotta alla SEPSI della Regione Toscana

C‘è una emergenza sanitaria globale, in crescita vertiginosa soprattutto nei Paesi ad alto reddito: è la sepsi ed è una patologia tempo-dipendente. La mortalità per shock settico aumenta del 8% per ogni ora trascorsa al di fuori di un percorso clinico sicuro e validato. Identificare immediatamente la sepsi, intervenire con tempestività e gestirla correttamente è il target di ogni struttura sanitaria, supportata da interventi regionali, nazionali ed internazionali.

La stessa WHO segnala oramai da diverso tempo che “è una delle minacce più serie per la salute pubblica globale del nostro tempo” e rientra nella recrudescenza delle infezioni sia dovute a malattie infettive contagiose sia a genesi diversa. A livello europeo si stimano 1,4 milioni di casi di sepsi all’anno, con una mortalità variabile tra il 28 ed il 50%. Il più recente rapporto del sistema di sorveglianza europeo (EARS-Net del eCDC), con report a cadenza annuale, mostra come l’Italia sia uno dei Paesi europei con la maggiore la diffusione di microrganismi antibiotico-resistenti e soprattutto multiresistenti.

A questi trend  non si sottrae la Toscana, che negli ultimi anni ha visto quintuplicare i casi di sepsi (566 del 2005, 2.719 del 2012) . Per questo la Regione ha varato, prima in Italia, un Programma di lotta alla sepsi, allo scopo di arginare l’ondata crescente di casi ed adottare le misure necessarie per invertire la tendenza dell’aumento di decessi per sepsi. E’ un programma triennale, che coinvolge tutti i soggetti che possono contribuire alla prevenzione e alla corretta gestione della sepsi: aziende sanitarie, operatori sanitari, strutture sanitarie e sociosanitarie, società scientifiche, organizzazioni professionali, gruppi di interesse istituzionali, associazioni di pazienti, ecc .

La Toscana non si limita a lanciare l’allarme ma propone anche alcune precise linee d’intervento: a partire dalle vaccinazioni, dalle azioni di contrasto alla meningite, ai sistemi di sorveglianza sulle infezioni correlate all’assistenza e sulla antibiotico-resistenza. Il piano regionale, per la lotta alla sepsi, si inserisce quindi in una precisa scelta di politica sanitaria, portata avanti in questi due anni, rivolta ad affrontare in maniera sistematica quella che è diventata una priorità sanitaria.

Il lavoro svolto fino ad oggi dall’Agenzia Regionale di Sanità (ARS) e dalla gestione del Rischio Clinico (GRC), in collaborazione con i professionisti delle aziende sanitarie toscane, ha portato alla definizione del percorso diagnostico-terapeutico utile all’identificazione precoce ed al trattamento della setticemia, costruendo uno dei principali strumenti per la lotta alla sepsi.

Lo scopo del programma regionale è quello di guidare le azioni necessarie per la prevenzione, la pronta identificazione ed il trattamento della sepsi, al fine di ridurre l’incidenza, la mortalità e la morbilità ad essa associate, orientando il sistema all’adozione di protocolli operativi contestualizzati.

Tra gli obiettivi del programma 2017-2020, per la lotta alla sepsi, elenchiamo: accrescere il livello di priorità, assicurare la formazione adeguata del personale, aumentare la consapevolezza del rischio nella popolazione, sostenere l’applicazione delle linee guida internazionali. In sostanza consentire la prevenzione ed il riconoscimento tempestivi, al fine del trattamento più efficace, per tutti i pazienti in tutta la Toscana.

Alle altre regioni “battere un colpo”, per iscriversi alla Lotta Internazionale contro la Sepsi.

BIBLIOWEB:

Piano della Regione Toscana per la Lotta alla Sepsi  (in formato PowerPoint-FlipBook)

Un Click per Visualizzare

Relazione Annuale GRC 2016  (in formato PDF)

Un Click per Leggere



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Giovanni Casiraghi

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