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Emergenza Caldo

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Emergenza Caldo

Consigli “di genere”

Senza entrare nel dibattito che sta contrapponendo il negazionista Trump al mondo scientifico che parla di “global warming”, più modestamente raccogliamo le idee su come combattere il grande caldo che, oramai immancabilmente, torna nel periodo estivo.

La ragione? Il cambiamento climatico può aumentare il rischio di condizioni che superano le capacità di termoregolazione nell’uomo. “Morire di caldo” non è solo un modo di dire: per ogni aumento di 4°C delle temperature, la mortalità sale del 20,3%. Gli effetti più evidenti si osservano durante gli episodi di maggiore durata delle ondate di calore (più di 4-5 giorni), dove gli incrementi della mortalità aumentano di 2-5 volte rispetto ai giorni non a rischio.

L’Organizzazione mondiale della sanità ritiene che gli attesi effetti sulla salute umana a causa del “global warming” sono fra i più rilevanti problemi sanitari, da affrontare nei prossimi decenni. Numerosi studi riportano un aumento della mortalità associata ad eventi di caldo estremo, ma è difficile quantificare il rischio globale legato al caldo, a causa della mancanza di dati comparabili sulle morti dovute a “calore”.

Uno studio (Nature Climate Change) ha identificato le condizioni climatiche associate a decesso e ha quantificato la previsione di tali condizioni climatiche, letali, in tutto il mondo. In base alle condizioni indotte da episodi di caldo letale, è stata individuata una soglia oltre la quale la temperatura media dell’aria di superficie e l’umidità relativa diventano mortali. Circa il 30% della popolazione mondiale è attualmente esposta a condizioni climatiche che superano questa soglia  per almeno 20 giorni all’anno e questo avviene anche in Italia, in certi periodi dell’anno. Se il calore estremo associato all’umidità può essere letale, la maggior parte dei decessi sono prevenibili adottando semplici misure preventive/protettive.

A essere maggiormente a rischio sono gli anziani (over 65): nella sola estate del 2015, a causa delle ondate di calore, le morti tra i ‘senior’, in ventuno città italiane, sono state 2.655 (il 13% del totale dei decessi registrati nei tre mesi estivi, nella stessa fascia d’età). Nelle ondate di calore, oltre agli anziani, i soggetti a maggior rischio sono neonati, bambini, donne in gravidanza, pazienti con patologie croniche. Particolarmente favoriti dal caldo (con decessi come indicatore) sono  quelli per cause respiratorie (+35,6%), circolatorie (+25%), per Broncopneumopatia Cronica Ostruttiva (BPCO +22,5%), cerebrovascolari (+20,8%) e per malattie ischemiche cardiache (+15,9%).

I segnali sono i crampi ed i colpi di calore. Sintomi caldo correlati (progressivi) risultano cefalea lancinante (associata a vertigini) e crampi muscolari (con pelle secca e arrossata), con temperatura corporea > 39,5 °C, senza sudorazione. Il colpo di calore presenta ipertermia corporea (40-42 gradi °C), blocco della sudorazione e a seguire confusione e disorientamento (alterazioni dei meccanismi di termoregolazione). Per la rapidità della sequenza di eventi, va considerata come emergenza medica.

Anche in Italia, come avviene diffusamente a livello mondiale (si pensi alle raccomandazioni dei CDC di Atlanta) da tempo stiamo combattendo (ed informando) le “fasce deboli” con materiale informativo dedicato  e “di genere”. La parte del leone viene svolta dal Ministero della Salute che mette a disposizione le pubblicazioni sul tema da diversi anni, nel settore dedicato del portale, ma vanno citate iniziative di altra fonte come quella di SeniorItalia che ha realizzato delle “raccomandazioni per i soggetti anziani” o di Federchimica, che affronta il problema con “caldo estivo, gambe gonfie e pesanti” rivolto specificatamente al sesso femminile (ma non solo).

Anche per i farmaci ci sono raccomandazioni: FANS e paracetamolo non sono utili  (al contrario, possono essere dannosi). Il rischio di un colpo di calore aumenta in soggetti in trattamento con più farmaci, (specie se diuretici in associazione con un enzima di conversione dell’angiotensina – ACE o un bloccante del recettore dell’angiotensina II – ARB). Attenzione anche i farmaci anticolinergici e  psicotropi. In questi casi è necessaria una revisione personalizzata della terapia e dei relativi dosaggi.

Un semplice consiglio per l’estate? Bagni e docce “tiepide” e nel caso di colpi di calore, bagni di acqua fredda:  possono aiutare a ridurre la temperatura interna.

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BIBLIOWEB:

Il Decalogo anti Caldo di Federanziani  (in formato PDF-FlipBook)

Un Click per Leggere

I consigli di ASSOSALUTE – Federchimica  (in formato PDF)

Un Click per Visualizzare



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Sergio Galmarini

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