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Autismo e Vaccini Nessun Nesso

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Autismo e Vaccini Nessun Nesso

Accolto il ricorso del Ministero della Salute contro la sentenza del Giudice del lavoro del Tribunale di Salerno

Ci voleva. L’incertezza di come si sarebbero espressi i giudici (e i loro CTU) era un elemento “destabilizzante” per i medici, in particolare i vaccinatori, che a fronte delle oramai universali asserzioni della comunità scientifica sulla mancanza di “nesso causale” tra le vaccinazioni e l’autismo, si trovava poi, a volte, di fronte a sentenze che riconoscevano tale nesso.

Per i sanitari è plateale la mancata correlazione, si sono espresse tutte le associazioni istituzionali internazionali, dal OMS a cascata fino ai livelli nazionali. La maggioranza delle società scientifiche ha sottolineato l’insussistenza delle tesi no vax. Il Ministero della Salute (finalmente) ha preso posizione con il ricorso: anche questa è una notizia di “cambio di rotta” tutt’altro che scontata anche soltanto un lustro fa. Ma torniamo alla sentenza che tranquillizza i sanitari.

“Non vi sono evidenze che dimostrino una correlazione causale tra le vaccinazioni obbligatorie e la sindrome autistica”. Questa la frase che sintetizza la conclusione con cui la Corte d’Appello di Salerno ha accolto il ricorso del Ministero della Salute contro la sentenza del Giudice del lavoro, del Tribunale di Salerno, che aveva riconosciuto (in primo grado) proprio nella somministrazione dei vaccini la causa dell’autismo, di cui il piccolo paziente era affetto.

Particolare rilevanza ha rivestito la consulenza del CTU (Consulente Tecnico d’Ufficio).  I giudici d’appello hanno accolto le sue conclusioni, partendo dal rilievo che non si conoscono le cause dell’autismo, nessuna ipotesi potrebbe essere teoricamente esclusa.

I risultati delle ricerche, menzionate nella relazione peritale, assegnano sempre di più a fattori genetici e prenatali un ruolo importante nel determinismo dei disordini autistici. Ne consegue che, allo stato, “quanti ammettono la possibilità di un rapporto causale tra vaccini ed autismo non sono in grado di supportare l’asserto con i risultati di studi altrettanto seri e credibili”, come si legge nella sentenza.

Il criterio cronologico tra la somministrazione dei vaccini e l’insorgenza del disturbo autistico “non è rilevante”:  l’autismo si evidenzia clinicamente nei primi anni di vita e, conseguentemente, proprio nell’età in cui si praticano le vaccinazioni obbligatorie, con la conseguenza che potrebbe esservi una mera coincidenza temporale tra esordio della malattia e calendario vaccinale”.

La possibile correlazione tra MPR (morbillo-parotite-rosolia) ed Autismo “è stata esclusa da numerosi studi condotti in vari paesi: la probabilità che i vaccini abbiano causato al bimbo un danno encefalico, risulta in contrasto con le conoscenze scientifiche attuali e con le posizioni degli esperti maggiormente accreditati”. Il CTU ha ricordato anche come i primi riferimenti, al dedotto nesso causale, si rinvengono in uno studio che si è rivelato “frutto di una mistificazione”. L’insorgenza di una encefalopatia post-vaccinica nel bambino “non è documentata né vi è traccia di tale evenienza in anamnesi ed, in ogni caso, gli episodi rilevati (rari) di encefalite ed encefalomielite post-vaccinica si sono manifestati con quadri clinici acuti, accompagnati da eclatanti sintomi neurologici, assenti nella fattispecie”.

Anche il ruolo del thimerosal, sodio-etilmercurio-tiosalicilato (tanto temuto), nella patogenesi delle encefalopatie post-vacciniche, comportanti insorgenza di autismo, è stato ridimensionato dal CTU evidenziando, senza essere smentito, che gli studi specificamente condotti sulla problematica non hanno confermato la tesi ed ha rilevato che:

a) non sono stati registrati aumenti dei casi di autismo presso le popolazioni nelle quali si era verificata una intossicazione da mercurio; nessun rischio di aumento dell’autismo è stato rilevato presso popolazioni esposte a piccole dosi, per lunghi periodi, in conseguenza di una dieta a base di pesce (Nelson e Bauman del 2003);
b) l’incidenza dell’autismo è stata la stessa tra i bambini che avevano assunto Thimerosal e bambini che erano stati vaccinati senza l’uso di questo componente (studio   degli anni 2003 e 2004);
c) il passaggio nel SNC dell’etilmercurio, contenuto nei vaccini, è più difficoltoso rispetto a quello del metilmercurio quindi, a parità di livelli di assunzione, la concentrazione di etilmercurio a livello cerebrale risulta inferiore.

Il CTU, replicando alle osservazioni del Consulente tecnico di parte – CTP, ha evidenziato che, anche se venisse pienamente dimostrata una condizione di “iper-responder”, l’argomento “resterebbe privo di pregio poiché non è mai stato dimostrato che una tale condizione svolga un ruolo nella patogenesi dell’Autismo”.

Anche i Giudici, nella sentenza, hanno poi sottolineato come i consulenti di parte non siano stati coerenti nella individuazione dei vaccini ritenuti responsabili della patologia dedotta, avendo incluso anche quello antimorbillo, che in altra sede era stato escluso.

BIBLIOWEB:

Corte di Appello di Salerno – Sentenza n°396/2017  (in formato PDF-FlipBook)

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Giovanni Casiraghi

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