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Mieloma Multiplo Day

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Mieloma Multiplo Day

Da laboratorista, l’elettroforesi delle siero-proteine inevitabilmente porta col pensiero al tracciato classico “a corna” del mieloma. Se poi ti metti al microscopio e guardi uno striscio ematico, la caccia alla plasmacellula è d’obbligo. La diagnosi è fatta e per alcuni, che rivendicano la propria formazione ematologica, è la malattia di Kahler-Bozzolo:  la soddisfazione ci accarezza la mente.

Ma cosa è cambiato da quando ci/mi è capitato il primo caso? Beh, che il 21 Giugno è dichiarata la giornata nazionale per la lotta contro leucemie, linfomi e mieloma: ciò che prima era una chiacchierata tra laboratoristi, clinici e oncologi è entrato oggi a far parte a pieno titolo del mondo della comunicazione. L’inizio del millennio ha coinciso con un significativo miglioramento della sopravvivenza dei pazienti con mieloma multiplo, grazie soprattutto alla disponibilità progressiva di  nuovi farmaci non chemioterapici, estremamente attivi e meno tossici della chemioterapia.

In particolare è cambiata la prognosi per i pazienti (o, per dirla dalla loro parte, la sopravvivenza): con i nuovi farmaci, negli ultimi 15 anni, è quadruplicata. Si parla di una vera e propria remissione molecolare in quasi un paziente su tre. Per una neoplasia ematologica, che colpisce il midollo osseo, caratterizzata da importanti alterazioni a carico delle plasmacellule e che in Italia presenta circa 6 mila nuovi casi ogni anno, la notizia “non è da poco”!

La giornata nazionale, iniziativa del “Ail” (Associazione Italiana contro le Leucemie-linfomi e mieloma), ogni anno si concentra su temi diversi.  Quest’anno è dedicata al mieloma multiplo ed

il focus sarà su  “una malattia frequente, che colpisce soprattutto gli anziani e per cui l’incidenza aumenterà nel tempo, con l’invecchiamento della popolazione”. Grazie alle nuove molecole, oggi l’Ail ha la possibilità di occuparsi della gestione dei malati che devono rientrare al lavoro, non più solo di quelli terminali. Il sito societario (vedi) dedica ampio spazio all’informazione sul mieloma.

Il 21 Giugno risulterà attivo il numero verde Ail (800.22.65.24) che permetterà ai malati di parlare con ematologi di chiara fama, chiedendo chiarimenti sulle loro malattie, senza problemi di tempo e di “privacy”. Per chi sogna la barca a vela, la giornata nazionale sarà un’occasione per presentare la XI edizione di “Sognando Itaca”, un’iniziativa di vela-terapia, dedicata ai pazienti ematologici, con l’intento di favorire la loro riabilitazione psicologica e la qualità di vita.

Giova ricordare che di mieloma multiplo si guarisce se i pazienti sono sottoposti ad un trapianto di cellule staminali. Le previsioni dicono che le attuali stime raddoppieranno, nel corso dei prossimi anni, grazie all’onda lunga del follow-up prolungato degli studi, che hanno già incorporato i nuovi farmaci al loro interno.

Come funziona la terapia, oggi? L’elemento centrale rimane la chemio, il trapianto di staminali è ciò che serve al paziente per far funzionare nuovamente ciò che è stato distrutto da una “stupida” chemioterapia, che ha eliminato tutte le cellule, senza distinguere tra le malate e le normali. Prima del trapianto, viene eseguita la “terapia di induzione”, per ridurre quanto più possibile la malattia. I nuovi farmaci hanno consentito di aumentare la percentuale di remissione completa fino a circa il 40%. Si prosegue con una terapia di consolidamento (davvero migliorativa del risultato fin qui conseguito).

L’accesso ai nuovi farmaci è regolato dall’Aifa che valuta i candidati per quel determinato tipo di terapia. In Italia non esistono sistemi promossi dal SSN per raccogliere dati. La società italiana di epidemiologia ha cominciato a lavorare con l’Associazione Italiana Registri Tumori (AIRTUM) con l’obiettivo di stabilire, nel modo più dettagliato possibile, il numero di pazienti affetti dalle principali patologie ematologiche di tipo neoplastico. Ora i dati riconosciuti AIRTUM coprono più della metà della popolazione. I codici internazionali sono da tempo definiti (ICD 9 CM – 203.0 e ICD 10 – C90.0 e C90.00). Spetta a noi italiani “portarci a livello” della conoscenza medica internazionale.

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Paolo Paparella

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