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Vaccini: i rapporti internazionali dicono di noi

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Vaccini: i rapporti internazionali dicono di noi

Purtroppo!

Lasensazione, legata ai media nazionali, è che si stia facendo “tanto” sul problema vaccini. Le iniziative hanno una frequenza “impressionante” e propongono tutti uno stato dell’arte “one way”: non si può essere che pro vaccini, posizione che ci trova largamente favorevoli. Ma i toni da “crociata” adottati ci lasciano qualche dubbio, sul modo e sui trionfalismi. Praticamente sono finite sotto silenzio, due notizie importanti, per prevenzione e cura, che approfondiscono la conoscenza sul tema.

La prima ci viene da una metanalisi della “KaiserPermanenteVaccineCenter” (Oakland,  California): uno studio su quasi 149 mila bambini, nati tra il 2010 ed il 2015. I risultati hanno evidenziato che tra i neonati (madri vaccinate in gravidanza con DTPa -  difterite, tetano e pertosse acellulare)  c’era il 91% in meno di probabilità di ammalare di pertosse nei primi due mesi di vita. Fase notoriamente critica, nella quale in genere non si somministra il vaccino.

La seconda “ambivalente”, pubblicata da Pediatrics, evidenzia con chiarezza (lungo studio USA)  che l’immunizzazione di routine con il vaccino anti-pneumococcico coniugato 13-valente (PCV13), riduce la batteriemia pneumococcica del 95%, ma rafforza quella da altri batteri (Escherichia coli, Salmonella spp e Staphylococcus aureus)!

Ma le notizie “meno digeribili” ci vengono dai report internazionali. Nel recente rapporto del Oms “World Health Statistics 2017”, proprio per DTPa (dati 2015), l’Italia con un valore del 93%, è ormai dietro ad alcuni Stati africani per copertura vaccinale (Rwanda, Tanzania – 98%,  Eritrea, Botswana, Algeria  - 94%). Meno male che le notizie riguardanti le vaccinazioni, contenute nel rapporto, sono in controtendenza rispetto alla maggior parte dei dati sanitari che ci riguardano: il rapporto è disponibile su iris (Institutional Repository for Information Sharing) del WHO.

Un’altra “nota dolente” sui vaccini viene dall’Europa. Il CDC europeo ha fatto il punto su parametri nazionali. I sistemi di informazione sull’immunizzazione (IIS, Immunisation Information Systems) dei vaccini sono banche dati informatizzate, basate sulla popolazione e registrano tutte le dosi somministrate a persone che risiedono all’interno di una data area geografica. L’Oms li definisce “parte integrante dei sistemi sanitari”. Nel 2016 eCDC ha condotto due indagini e un questionario in trenta Paesi. Al sondaggio hanno risposto ventisette dei trenta coinvolti e tra quelli che non hanno risposto, insieme a Lituania e Polonia, c’è proprio l’Italia.

Gli IIS forniscono dati aggregati sulle vaccinazioni, utili nelle operazioni di sorveglianza e di programmazione e nella guida dell’azione sanitaria, per migliorare i tassi di vaccinazione e ridurre le malattie prevenibili grazie ai vaccini. In Italia la raccolta dati a livello nazionale è obiettivo primario del Piano Vaccini. Il nostro Paese non figura perché sarà solo con l’attuazione del nuovo Piano Vaccini che si riuscirà a mettere a punto la raccolta e la verifica dei dati a livello nazionale, ora affidata invece alle singole Regioni.

Perché IIS sia uno strumento utile per monitorare l’immunizzazione, eCDC spiega che esiste tutta una serie di importanti caratteristiche del sistema da considerare. Ad esempio avere informazioni accurate e complete sulla popolazione, con dati affidabili, aumentando l’interoperabilità con altri database sanitari (ad esempio sui risultati in termine di “salute”) per consentire studi su aspetti critici delle vaccinazioni, quali l’efficacia e la sicurezza.

Altre caratteristiche importanti includono output per i gestori di programmi di immunizzazione, come: promemoria, registrazione di eventi avversi (successivi all’immunizzazione), individuazione di soggetti a rischio durante un focolaio e capacità di registrare i motivi di rifiuto delle vaccinazioni.

Le informazioni dettagliate contenute in questo rapporto sono particolarmente importanti, secondo ECDC, per quei paesi che si trovano nelle fasi iniziali di implementazione o che stanno aggiornando i propri sistemi vaccinali.

Visto il nostro “stato dell’arte”, facciamone tesoro.

Un click per ingrandire

ECDC per Testo

 BIBLIOWEB:

  Report Internazionale – ECDC (in formato PDF)

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Giovanni Casiraghi

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